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YouTube e Facebook dichiarano guerra all'Isis

YouTube e Facebook faranno di tutto per contrastare la propaganda dell’Isis. Quella che si profila all’orizzonte è una vera è propria guerra, o meglio. . . una vera e propria “cyber-guerra”. Le due frequentatissime piattaforme elimineranno e bloccheranno i tantissimi contenuti violenti e di stampo terroristico che i protagonisti della jihad hanno lasciato in giro per il web. Questa sarebbe la risposta di YouTube e Facebook all’appello lanciato dall’attuale Presidente degli Stati Uniti d’America ai big della Silicon Valley.

YouTube e Facebook: la cyber-guerra è appena iniziata

Forse ora vi starete chiedendo come sarà possibile individuare e poi eliminare tutti i video postati fino ad ora. Secondo alcune voci di corridoio, sia YT che FB utilizzerebbero un algoritmo in grado di confrontare i video pubblicati in rete con le immagini già archiviate e considerate estremiste. Se i video pubblicati contengono immagini catalogate come estremiste l’algoritmo provvede ad eliminare subito il contenuto estremista.

I passi avanti fatti finora sono già considerevoli. Oltre a YouTube e Facebook anche altri big del mondo hi-tech hanno collaborato con le autorità internazionali per contrastare l’avanzata della jihad. Ne è un esempio lampante il microblogging più famoso al mondo, Twitter. Il social che cinguetta nei mesi scorsi ha bloccato decine di migliaia di account appartenenti ad estremisti islamici arruolati allo Stato Islamico della Siria e dell’Iraq.

Un altro esempio di cyber-contrasto all’Isis è costituito dal famoso gruppo di attivisti Anonymous. Gli hacker anonimi già in passato hanno dato filo da torcere al Califfato. Così come Twitter anche gli hacktivist appartenenti ad Anonymous hanno bloccato e violato moltissimi account legati all’Isis.

Non bisogna sottovalutare il potere che ha questa cyber-guerra nel combattere il terrorismo islamico. Infatti, contrastando i mezzi di propaganda, l’Isis avrà sempre meno “convertiti”. Ciò significherà avere un numero minore di terroristi, di stragi e di vite stroncate dalla jihad.

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