Inviare segnalazioni, anche anonime, di bullismo e spaccio di droga; si potrà fare utilizzando “YouPol” la nuova app realizzata dalla Polizia di Stato presentata questa mattina nell’aula magna dell’istituto statale “Lucio Lombardo Radice” di Roma, davanti a una platea di oltre 300 studenti. L’applicativo è scaricabile su tutti gli smartphone e tablet che utilizzano android e Ios, e consente di interagire con la polizia inviando immagini o segnalazioni scritte, direttamente alle sale operative delle questure, anche se il segnalante si trova in una provincia diversa. Alla presentazione, moderata dal giornalista e conduttore Tiberio Timperi, hanno preso parte il ministro dell’Interno Marco Minniti e il capo della Polizia Franco Gabrielli. Con l’app si potranno denunciare fatti di cui si è testimoni diretti (anche mediante foto o immagini acquisite sul proprio dispositivo) ovvero notizie di cui si è appreso in forma mediata (link, pagine web, ricezione messaggi, informazioni orali etc.). Attualmente l’app è operativa nelle città di Roma, Milano e Catania, ma già dal prossimo febbraio sarà estesa a tutti i capoluoghi di regione, e poi, dal successivo mese di agosto, sarà implementata in tutte le province italiane. Leggi l'articolo: http://www.poliziadistato.it/articolo/165a01a4e9bd0a2854479355/

Posted by Polizia di Stato on Mittwoch, 8. November 2017

YouPol è la nuova applicazione della Polizia di Stato volta a contrastare lo spaccio di stupefacenti nonché il tanto dibattuto fenomeno del bullismo. Dibattuto in quanto tragicamente in aumento anche a causa dell’uso sempre più dilagante dei social network e delle chat in questa era di internet in cui sembra diventato normale ‘aggredire’ e prevaricare chi ci si pari di fronte. Come se la forza e la dignità umane risiedessero nello svilire il prossimo piuttosto che nel sostenerlo.

Insomma, un problema spinoso per affrontare il quale ben venga qualsiasi mezzo. Come YouPol, il software che vi stiamo per illustrare, sviluppato dal personale tecnico del settore informatico dell’Ufficio relazioni esterne della Polizia di Stato e presentato lo scorso 8 novembre nell’Istituto Superiore “Lucio Lombardo Radice” di Roma, al cospetto del Ministro dell’Interno Marco Minniti e del capo della Polizia Franco Gabrielli.

YouPol consta di un menu molto scarno, cioè dotato delle sole istruzioni di base necessarie a comunicare, con messaggi di testo o anche semplici immagini catturate sul posto, un atto di bullismo o un caso di spaccio cui capiti di assistere direttamente, oppure di cui si sia appreso attraverso pagine web o segnalazioni di altri (sia scritte sia verbali). Da precisare, a tal proposito, che sebbene concepito essenzialmente per adolescenti o ambiti scolastici, YouPol può essere di fatto utilizzato da qualsiasi individuo in qualsiasi luogo del Paese.

Una volta aperta, l’app presenterà una finestra di dialogo con la quale richiederà la nostra posizione: negando l’accesso, il programma non rileverà i nostri dati e quindi la segnalazione che ci apprestiamo a compiere avrà natura del tutto anonima. Accettando l’acquisizione delle informazioni da parte della piattaforma, al contrario, daremo luogo alla geolocalizzazione del dispositivo e saremo tracciabili. Completata questa fase, poi, ci verrà presentata la schermata operativa vera e propria, costituita da tre grandi pulsanti: uno, verde, per editare un messaggio – della lunghezza massima di 500 caratteri – con il quale descrivere l’episodio in corso, un secondo tasto, di colore giallo, contenente lo storico dei comunicati già inviati, e infine un pulsante rosso per comporre un’effettiva chiamata di emergenza nel caso in cui ritenessimo opportuno contattare direttamente la sala operativa della provincia in cui ci troviamo. Da notare che i testi, a differenza delle telefonate, possono essere indirizzati anche a questure di province diverse da quella in cui ha o ha avuto luogo il fatto.

Durante il discorso rivolto agli studenti, il prefetto Gabrielli ha tenuto a sottolineare che scopo dell’applicativo, lungi dal proporsi come strumento di repressione, è quello di prevenire la violenza esortando i cittadini, a partire dai giovani, a non “voltarsi dell’altra parte” ma a interagire con le Forze dell’Ordine:

YouPol non è una sorta di Grande Fratello. L’app non è uno strumento di delazione, non abbiamo bisogno di avere spioni sul territorio. È una modalità di colloquio tra le Forze di polizia e i cittadini, perchè abbiamo bisogno di cittadini sempre più consapevoli e che si facciano partecipi del sistema di sicurezza, a partire dai giovani. Non è uno strumento repressivo bensì preventivo.

Dello stesso parere il Ministro Minniti, che ha anche precisato quanto segue:

YouPol è un’app amica, e’ la vostra amica a cui potete rivolgervi in caso di difficolta. Lanciate il segnale, dite che c’è bisogno di un aiuto, fatelo anche in maniera anonima se volete, ma l’unica cosa che non dovete fare è voltarvi dall’altra parte; non c’è una società libera se in quella società prevale la violenza.

L’applicazione è al momento attiva soltanto nelle città di Roma, Milano e Catania, ma ovviamente la volontà del team ideatore è quella di arrivare a coprire tutte le province italiane a partire dalla prossima estate, passando per una fase intermedia che prevede la diffusione del tool almeno in ogni capoluogo di regione già da febbraio 2018.

Potete scaricare YouPol dal Google Play se disponete di dispositivi Android, e dall’App Store di Apple in caso di iPhone.