Come risaputo, esistono principalmente tre varianti di Xiaomi Mi 5 che differiscono per la quantità di spazio di archiviazione, ma non solo. In particolare, le varianti da 32GB (Standard) e 64GB (Prime) oltre che per lo storage differiscono solamente per le frequenze del SoC, la CPU della variante più piccola ha infatti un clock di 1,8Ghz (e GPU a 510 Mhz) mentre l’altra ha un clock di 2,15Ghz (e GPU a 624 Mhz).

Diverse voci suggerivano che la variante da 32GB fosse accompagnata da SoC che in fase di produzione non superano i controlli per garantire un funzionamento a pieno regime e che quindi subiscono un downclock per abbattere i costi di produzione.

L’utente Harrynowl del forum XDA-Developers ha sviluppato un kernel, chiamato Falcon Kernel, che di fatto annulla le differenze riguardanti il SoC tra le due varianti e dimostra che anche il modello base di Mi 5 è in grado di operare alla medesima frequenza. Il kernel effettua un overclock del SoC ma non un overvolt, per cui si può ritenere relativamente sicuro. Sfortunatamente la compatibilità è ristretta solamente alle build della CyanogenMod 13, ciò significa che non è possibile utilizzare questo kernel con la MIUI.

La buona notizia è che da pochi giorni lo Xiaomi Mi 5 può vantare il supporto ufficiale riguardo la CyanogenMod, la prima ROM Nightly è già stata rilasciata e diversi bug persistenti da tempo sono stati risolti, per cui è lecito aspettarsi una ROM stabile in tempi relativamente brevi. La community di XDA in questi giorni è in gran fermento e molti progetti aventi come base la CyanogenMod stanno vedendo la luce, dopo una partenza iniziale relativamente fredda pare che il modding di Mi 5 stia cominciando a vedere tempi migliori.