Quando e dove sono nate le mode del momento? A questa domanda il colosso Google cerca di rispondere con “We wear culture”, il nuovo progetto di Google Arts&Culture disponibile online.

La traduzione in italiano di “we wear culture” è “noi indossiamo cultura“, ed è proprio l’essenza del nuovo progetto di BigG: oltre 180 tra scuole, archivi, istituzioni culturali e della moda e altre organizzazioni di tutto il mondo riunite per documentare ben tre millenni di moda su Google Arts & Culture. Un lavoro che ha reso possibile navigare tra più di 30.000 oggetti e capi d’abbigliamento per scoprire tutto sul loro periodo storico e la loro origine.

La collezione è online da oggi su g.co/wewearculture e sull’app Google Arts & Culture disponibile per i dispositivi mobili Apple con sistema operativo iOS al seguente link e sul PlayStore di Google per i dispositivi Android a questo link.

“Potete incontrare icone e trendsetter fra cui Coco Chanel, Cristóbal Balenciaga, Yves Saint Laurent o Vivienne Westwood. Le storie di quattro capi iconici che hanno cambiato la storia della moda tornano in vita attraverso video in VR (realtà virtuale) disponibili su YouTube o accessibili con un visore per la realtà virtuale”,  si legge sul blog ufficiale di Google Italia, dove vengono elencati i seguenti capi d’abbligliamento disponibili su YouTube:

  • L’abito nero di Chanel da Parigi, in Francia (Musée des Arts Décoratifs 1925), che ha cambiato radicalmente il codice di abbigliamento dell’indumento nero, rendendolo un pezzo esclusivo nell’armadio di ogni donna. 
  • Gli stiletto di Marilyn Monroe di Salvatore Ferragamo da Firenze, in Italia (1950-60), i tacchi a spillo rosso scarlatto che sono divenuti espressione di legittimazione, successo e sensualità per le donne.
  • Maglia e gonna Comme des Garçons da Kyoto, in Giappone (1983), con cui Rei Kawakubo ha portato l’estetica e l’artigianato del design giapponese tradizionale sul palcoscenico mondiale.
  • Il corsetto di Vivienne Westwood da Londra, nel Regno Unito (1990), che celebra l’interpretazione unica della stilista di uno degli abiti più controversi della storia.

Di seguito alcuni video dimostrativi del nuovo progetto:

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