uomo vs macchina

Nel 1996, un computer di nome Deep Blue ha fatto la storia diventando la prima macchina a vincere una partita a scacchi contro un campione del mondo. Il maestro di scacchi in questione era Garry Kasparov, e il suo match contro Deep Blue è stato approfondito nel documentario ‘Game Over: Kasparov e la macchina’.

E’ stata una pietra miliare tecnologica che ha indotto il dibattito sulla natura dell’intelligenza artificiale, e ha causato il malcontento di Kasparov che ha accusato gli sviluppatori di Deep Blue di barare. Kasparov sospettava che la macchina sia stata guidata da un essere umano che osservava il gioco e suggeriva alla macchina le mosse da fare.

uomo vs macchina

Oggi, l’idea che un computer possa battere un giocatore umano a scacchi non è più inverosimile visto che e’ stato provato e testato piu’ volte. Giocare a scacchi contro un Intelligenza Artificiale (I.A.) ora è molto comune, chiunque lo fa come passatempo mentre aspetta un treno o nelle sale d’attesa. Grazie alle straordinarie innovazioni tecnologiche introdotte in questi ultimi anni, non è una sorpresa che una macchina sia in grado di fare calcoli strategici con capacità di deduzione come quelli usati in una partita a scacchi. Non c’e’ molto da stupirsi di questo dato che oggi l’intelligenza artificiale e’ anche in grado di individuare patologie mediche o di pilotare gli aerei alla pari ( o meglio) dell’essere umano.

E per quanto riguarda il poker? Puo’ un gioco il cui successo dipende da variabili, dalle mosse ma anche dall’approccio psicologico del giocatore essere gestito da un computer?

Il poker è diverso dagli scacchi in molti modi. In particolare, è molto più difficile determinare ciò che rende una mossa ‘’buona o cattiva ‘’ e gran parte del gioco si basa sull’intuizione e la psicologia, al contrario di cio’ che avviene nel calcolo delle probabilità. Certamente, un computer e’ in grado di applicare immediatamente la probabilità statistica ma come può capire quando un altro giocatore sta bluffando, o scegliere quando bluffare?

In ‘Star Trek: The Next Generation’, l’androide Data dimostra questa limitazione delle I.A. quando fa fatica a comprendere la natura intuitiva del poker ed il concetto di bluff. Mentre gioca contro avversari umani, egli osserva le loro espressioni facciali ma non è in grado di interpretare il loro significato. “Nel gioco del poker, c’è un momento in cui un giocatore deve decidere se un avversario è ingannevole, o addirittura in possesso di una mano vincente. La decisione si basa non solo sulle carte, ma anche su una valutazione di un uomo. Sta bluffando o ha le carte giuste? “Riflette Data nel film.

Negli ultimi dieci anni la percentuale di vincita dei computer sui giocatori umani e’ stata quasi del 90%. Bjorn Li, un famoso giocatore professionista di poker, ha piu’ volte partecipato ai tornei Brain vs I. A., ovvero uomo contro macchina notando che ovviamente un essere umano cerca sempre di leggere il pensiero degli avversari mentre un computer si basa sugli algoritmi. Un computer chiamato Polaris è stato il primo a raggiungere una percentuale di vincita superiore al 50% nel poker, ma più recentemente una tecnologia chiamata Claudico ha raggiunto livelli molto alti impressionando positivamente i giocatori professionisti.

Oren Etzioni, un esperto in I.A., spiega che ai computer sono stati semplicemente insegnati molti trucchi particolari per vincere a Texas Hold’Em che poi adattano all’ algoritmo di ciascun gioco. Tuomas Sandholm, il creatore di Claudico, spiega “il computer sicuramente puo’ scegliere di fare gli stessi trucchi dei giocatori di poker, ma il segreto è quello di non programmare i bluff. Sono gli algoritmi stessi a capire la strategia, come e quando bluffare. “Questi computer non devono essere confusi con il ‘poker bots’ che funzionano a random e non sempre sono ben accetti dalle sale da poker online.

Da un lato, la capacità di un computer di saper giocare a poker dimostra qualcosa che i giocatori di poker hanno sostenuto per decenni ovvero che il poker è un gioco fatto di abilità e strategia ma anche di fortuna. Questo ha importanti implicazioni per quanto riguarda lo status del poker come ‘gioco d’azzardo’ e di conseguenza sulla sua legalizzazione in molte parti del mondo.

Ancor più significativo è il processo decisionale che un computer svolge quando gioca a poker che puo’ essere preso come esempio in altri ambiti. Probabilmente verrà un tempo in cui una macchina sara’ in grado di prendere decisioni strategiche di business o di negoziare accordi politici, sulla base della sua comprensione della psicologia umana. Forse il computer potrebbe diventare ancora più abile di esseri umani nel prendere tali decisioni, poiche’ i computer sono privi di un ego e possono comportarsi in modo imparziale solo in base alla logica. In altre parole l’intelligenza artificiale si sta facendo sempre piu’ spazio all’interno del mondo del gioco, chissa’ forse fra trent’ anni staremo vietando agli androidi di entrare nelle World Series of Poker