La società italiana di sicurezza del web, Hacking Team, attaccata dagli hacker, mentre online finiscono le comunicazioni interne dell’azienda.

Sicuramente un attacco simbolico, quasi uno smacco, come ad ostentare la propria forza : WikiLeaks, un’organizzazione internazionale senza scopo di lucro che riceve in modo anonimo, grazie a un contenitore protetto da un potente sistema di cifratura, documenti coperti da segreto e poi li carica sul proprio sito web, è riuscita a bucare la sicurezza di Hacking Team, una società che fornisce software spia a molti governi mondiali.Sarebbero più di un milione le e-mail di Hacking Team entrate in possesso di WikiLeaks, che le ha diffuse prontamente online.

hacking-teamL’annuncio è stato dato in serata, e questa mattina la società milanese ha dichiarato con toni molto preoccupati: “Abbiamo perso la capacità di controllare chi utilizza la nostra tecnologia. Terroristi, estorsori ed altri possono implementarla a volontà. Crediamo sia una situazione estremamente pericolosa, è oramai evidente che esiste una grave minaccia“. Se prima dell’attacco era possibile controllare chi utilizzava la tecnologia, ora “abbiamo perso la capacità di controllare chi la utilizza“, ha spiegato la Hacking Team, che tra i suoi clienti annovera molti Paesi del mondo, servizi, eserciti e secondo accuse anche più di un regime ben poco liberale.

Tra questi, anche i servizi segreti italiani, che hanno smesso di servirsene quando è stata rivelata l’intrusione da parte degli hacker, e i dati dell’agenzia non sarebbero stati quindi violati.

La società cerca di restare cauta, ma la tensione è alle stelle. Dichiara ancora : Stiamo valutando se è possibile contenere i danni, i nostri ingegneri lavorano a ritmo serrato per aggiornare il nostro software Remote Control System che permette ai clienti di avere informazioni di intelligence e su criminali. I nostri clienti hanno sospeso l’uso di questo sistema che è stato compromesso dall’attacco. È un passo importante per proteggere informazioni investigative e di polizia“.