I placeholders – in italiano segnaposto – sono degli attributi, forniti in codice HTML5, finalizzati alla visualizzazione di un suggerimento all’interno di un form o una casella di testo. Inizialmente eliminati su OneDrive ora, grazie ad una serie di migliorie, potrebbero fare ritorno sulla piattaforma.

OneDrive e placeholders, Jeff Teper chiarisce il tira e molla.

Jeff Teper, uno dei responsabili del team di OneDrive, in un’intervista aveva parlato dei problemi che legavano i placeholders ed il servizio di archiviazione in cloudind di casa Microsoft, dichiarando:

I placeholders non si integravano con il file system di Windows e così alcune app, alcune API e alcuni tool da riga di comando non funzionavano come avrebbero dovuto.

Stando sempre a quanto riferito da Teper, è stata trovata una soluzione che permetterà la corretta esecuzione della funzionalità all’interno del sistema Windows. Una soluzione che, oltre a modificare qualche stringa nel codice così da renderlo perfettamente compatibile, ha portato anche la modifica del nome da placeholders a On-Demand Sync.

A dire il vero, già dal mese di dicembre 2015 circolavano indiscrezioni riguardo il ritorno di questa funzione su OneDrive ma la questione non venne mai confermata dal team di sviluppatori. Diversamente dal 2015, ora la notizia è diventata ufficiale, considerando anche che sono stati scovati indizi concreti all’interno del codice di Windows 10 Redstone.

Purtroppo, né Jeff Teper né il suo team ha fornito ulteriori informazioni riguardo il progetto e la possibile data di ritorno ma siamo portati a pensare che il 2017 vedrà ufficialmente il ritorno dei placeholders – o On-Demand Sync – all’interno di OneDrive.

Via