Un corteo delle auto bianche da Linate al Pirellone per protestare contro l’app Uber e UberPop crea il caos e manda il traffico in tilt. E i tassisti annunciano: siamo pronti ad altre proteste.

Alla fine i tassisti, esasperati, hanno deciso di applicare una massiccia protesta contro UBER, il servizio che permette di prenotare un’auto con conducente via smartphone, utilizzando un’app ( che i tassisti giudicano illegale ) , il sistema di localizzazione e il pagamento con carta di credito.

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E così ieri, dopo una nottata passata in assemblee autorganizzate a Linate, hanno indetto un corteo utilizzando i loro taxi procedendo a passo di lumaca fino al Pirellone con le ripercussioni e il caos che è facile immaginare si sia creato.

Allo scalo erano una sessantina più o meno i veicoli partecipanti ma , durante il percorso il numero è almeno raddoppiato. Nessuna delle sigle sindacali di categoria ha patrocinato o indetto tale iniziativa che era diretta, a detta dei partecipanti contro “l’inerzia del governo nei confronti di Uber e UberPop”.

Da ricordare che la protesta aveva avuto un brutto prologo nella giornata di mercoledì quando era stato esposto uno striscione ingiurioso di stampo sessista proprio davanti all’abitazione della country manager di Uber, Benedetta Lucini.

Striscione che ha sollevato immediate proteste da parte sia del vice presidente mondiale di Uber, Niall Wass che ha commentato “L’esposizione di quello striscione davvero osceno è un atto offensivo e diretto a intimidire Benedetta, ma siamo certi del fatto che le istituzioni non tollereranno questo fatto” Anche l’associazione di categoria Satam ha espresso ferma condanna nei confronti degli autori del cartellone: “lo striscione che è stato esposto davanti alla abitazione privata della Sig.ra Lucini, é stato una violenza gratuita e indifendibile. Toni troppo accesi e insulti volgari non saranno certo funzionali ad ogni tentativo di dialogo, finora andato a vuoto, ma anzi non faranno che inaspirlo“.

In serata è arrivata una richiesta, sottoscritta da tutti i sindacati di categoria, per l’apertura di un tavolo di discussione sulla questione Uber e UberPop affinchè si possa evitare l’adozione di ulteriori forme di protesta.

L‘assessore alla mobilità del Comune di Milano, Pierfrancesco Maran, che ricordiamo fu anch’esso vittima di offese ostentando tranquillità sulla questione, ha dichiarato che “azioni così vigliacche, dopo quella di cui fui vittima anche io, dopo la prima volta, ti toccano di meno. Le metti in conto e vai avanti per la tua strada“.

Il Comune ha anche reso noti i dati dei controlli sul servizio taxi effettuati nel mese di gennaio, 664 in totale: 20 i casi rilevati di esercizi abusivo, di cui 5 a carico di Uber e 2 di Ncc senza licenza. Sono state 87 le multe accertate in totale.