Twitter in declino

E’ passata appena una settimana, e dopo lo stop del social network che è rimasto offline per alcune ore, sembra che per Twitter i problemi siano ben più ampi. Dalla sua creazione nel 2006, il social network dai 140 caratteri ha fornito ai suoi utenti un nuovo modo di comunicare, attraverso i famosi hashtag, diventando sempre di più uno strumento informativo fondamentale. Al momento sembra essere travolto da una bufera interna con il licenziamento di quattro vicepresidenti, e di un manager a capo del servizio video, passato alla concorrenza Google. Questo cambio al vertice ha portato l’azienda a perdere in borsa il 4.5%, nella sola giornata di ieri, portando il passivo, nell’ultimo anno a ben il 55%.

Gli addi del responsabile del settore ingegneria Alex Roetter, della responsabile dei rapporti con i media Katie Jacobs Stanton, del responsabile di sviluppo e progettazione Kevin Weil e del capo delle risorse umane Brian Schipper, al momento verranno sostituiti nelle loro funzioni, dal chief operating officer Adam Bain e dal chief technology officer Adam Messinger. Mentre per nessuna notizia su chi sostituirà Jason Toff, capo del servizio di condivisione video Vine (sempre di proprietà di Twitter), passato al rivale Google per occuparsi di realtà virtuale. L’annuncio, neanche a dirlo attraverso un cinguettio, è arrivato direttamente dal Ceo Jack Dorsey attraverso una nota, chiarendo che gli addi dei manager sono avvenuti per loro scelta e non a causa di decisioni interne.

La situazione rimane ancora in uno stato di caos, uno dei periodi più bui per Twitter con un 2016 che secondo Dorsey doveva essere l’anno della svolta e invece, dopo aver concluso il 2015 con il taglio della forza lavoro dell’8% e della scelta di aumentare il limite dei 140 caratteri, sembra essere ancora fermo al palo.