Il 23 agosto 2007, esattamente dieci anni fa, l’ex dipendente Google Chris Messina utilizzava un hashtag per la prima volta: utilizzando il famoso simbolo del cancelletto, Messina voleva racchiudere le discussioni di Twitter sotto una parola chiave.

Andando avanti con gli anni, però, quel semplice simbolo si è trasformato in qualcosa di più, diventando un vero e proprio fenomeno sociale, grazie al fatto che ognuno può inventare il proprio hashtag e coinvolgere gli utenti di tutto il mondo a prendere parte al flusso di informazioni incentrate su quel determinato argomento. Il simbolo del cancelletto non viene più utilizzato come strumento neutro allo scopo di “etichettare” un tweet o un post condiviso sul social, ma viene spesso sfruttato per aggiungere un “tono” ai propri pensieri, come sarcasmo e ironia.

 

Ormai tutti conosciamo il significato degli hashtag, ormai è entrato nel nostro quotidiano: ad oggi ne vengono condivisi circa 125 milioni al giorno solo su Twitter, senza contare gli altri social come Facebook o Instagram. Il famoso simbolo è già stato citato in numerosi libri, film, opere d’arte, canzoni, copertine di dischi, ecc.

Per capire appieno il boom del fenomeno basti pensare che l’hashtag più utilizzato nel 2007 è stato twittato circa 9.000 volte, mentre quello più in voga nel 2017 è già stato usato più di 300 milioni di volte.

In questi anni ci sono stati hashtag che hanno segnato la storia della nostra società, basti pensare a #JeSuisCharlie o #IceBucketChallenge per citarne qualcuno di fama mondiale, ma anche all’italiano #MafiaCapitale.

In occasione del decimo anniversario il social Twitter ha deciso di rilasciare un’emoji personalizzata che comparirà nei tweet che aggiungeranno l’hashtag #Hashtag10.

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