Twitter chiude

Twitter chiude 125mila account jihadisti e frattanto semina il terreno per rivoluzionare la piattaforma oramai in voga tra gli utenti ed i personaggi più chiaccherati del web. Una notizia <<agrodolce>> quella rimbalzata in rete ed inerente al social network di riferimento, che potrebbe ultimare la propria strategia di <<facebookizzazione>> entro lo spirare della prossima settimana secondo l’indiscrezione odierna di BuzzFeed News. Ma procediamo per gradi, onde evitare di mescolar troppo informazioni antitetiche.

Il primo dei due ragguagli si iscrive nel novero della lotta al terrorismo, alimentata sovente attraverso i social network rimpinzati di messaggi inneggianti alla guerra contro il mondo occidentale. In ragione di ciò, Twitter chiude ben 125mila account sospetti e considerati dalla stessa compagnia di San Francisco come di rimando all’Isis. Una operazione che ha però radici lontane, allorché basata attraverso investigazioni – sostenute anche dal numero uno della Casa Bianca, Barak Obama – messe in atto già dalla metà del 2015 e concluse in questi giorni.

Espellere il terrorismo dai social network è tuttavia soltanto la prima operazione computa da Twitter, che potrebbe altresì rivoluzionare la propria timeline e, per converso, abbracciare un modus operandi simile al <<rivale>> Facebook. L’azienda americana, secondo quanto snocciolato da BuzzFeed News, sarebbe infatti prossima all’introduzione di un algoritmo capace di modificare in modo sostanziale la visualizzazione dei <<cinguettii>> dentro la homepage. Si passerebbe pertanto da un criterio cronologico ad un canone arbitrario e poco definito, poggiante su criteri legati all’importanza dei contenuti più rilevanti, agli argomenti di nostro maggiore interesse o promanati dai contatti coi quali interagiamo spesso.

Il nuovo corso griffato Twitter avrebbe però ben poco di originale, allorché mutuerebbe una filosofia già improntata da Facebook. Le differenziazioni tra i due social network più in voga del momento andrebbero così ad assottigliarsi ulteriormente, dopo il probabile abbandono del limite dei 140 caratteri, caratteristica pregnante del sito web specializzato in <<cinguettii>>. E così la polemica degli utenti imperversa in rete, con l’hashtag <<#RIPTwitter>> divenuto virale e balzato mestamente in cima ai trending topic.

Non è ancora chiaro come Twitter <<snaturalizzerà>> la timeline: l’algoritmo potrebbe infatti esser un diktat obbligatorio imposto agli oltre 400 milioni d’utenti registrati, così come per converso una impostazione messa a disposizione per chi vuol render più <<facebookizzante>> il social network che cinguetta. Twitter chiude gli account jihadisti e progetta le proprie mosse per il futuro, una mossa quest’ultima che potrebbe non trovare i medesimi favori raggranellati con l’apprezzato tentativo che la compagnia di San Francisco ha compiuto contro il terrorismo.

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