Pochi giorni fa abbiamo riportato la viceda di Ruslan Sokolovsky, un blogger russo di 22 anni arrestato dopo aver pubblicato un video su YouTube dove lo ritraeva intento a giocare a Pokémon GO in una chiesa.

Il precedente articolo – raggiungibile al seguente link – spiega nel dettaglio le dinamiche del caso; il ragazzo rischia fino a tre anni e mezzo di reclusione per incitamento all’odio religioso, non tanto per aver giocato al celebre videogame per dispositivi mobili all’interno di una chiesa ortodossa, ma per aver pronunciato la seguente affermazione all’interno del videoclip diffuso su YouTube: “Sapete, non ho catturato il Pokémon più raro che avrei potuto trovare lì: Gesù. Hanno detto che non esiste, per questo non ne sono poi così sorpreso”.

La vicenda è cominciata dallo scorso autunno e ieri, 11 maggio 2017, è stato pronunciato il verdetto, fortunatamente meno severo di quanto richiesto dall’accusa, dato che Ruslan è stato sì condannato a 3 anni e mezzo, ma con sospensione della pena, ovvero senza dover andare in carcere: il giovane dovrà svolgere 160 ore di lavori socialmente utili.

“Sono soddisfatto. Non giocherò più a Pokémon Go, e comunque omai è andato fuori moda”, ha commentato Ruslan al termine del processo. Il legale del 22enne ha spiegato che tale verdetto è comunque una vittoria, dato che la pena di reclusione in un carcere sarebbe stata davvero inconcepibile. Per il momento non sono state rese note ulteriori informazioni per quanto riguarda un’eventuale processo d’appello.

Intanto il video che ha messo nei guai il ragazzo è ancora online e visibile su YouTube ed ha già raggiunto oltre 2 milioni di visualizzazioni. Naturalmente la corte ne ha imposto la cancellazione dalla piattaforma video di Google.



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