The Deuce: recensione della serie con James Franco e Maggie Gyllenhaal

The DeuceLa via del porno è una serie tv della HBO che in Italia è disponibile su Sky Atlantic. I protagonisti e i produttori di questa serie sono James Franco e Maggie Gyllenhaal. Non fatevi ingannare dal titolo perché è una serie che merita davvero tantissimo e non è così esplicita come potrebbe sembrare. La serie unisce le storyline di diversi personaggi che si trovano tutti in una strada, la Deuce, una via vicina al centro di New York, quando Times Square era ancora una zona molto malfamata. Siamo negli anni ’70 e la Deuce non è che fosse proprio una bella zona.

La Deuce

quartiere
quartiere

Era possibile trovare diversi cinema per adulti, non mancava la prostituzione, lo spaccio, la mafia, insomma, una di quelle periferie dove nessuno vorrebbe mai ritrovarsi. É bene specificare però che, nonostante il titolo, la serie tv non è assolutamente a sfondo sessuale, anzi questi argomenti verranno trattati soltanto in un secondo momento nel bel mezzo della serie. L’evolversi di tutte le varie storyline è davvero accattivante, sembra quasi essere davanti ad un film con più puntate. All’inizio della serie tv verrà illustrato in linea generale, i tipi di argomenti che verranno presi in esame durante il corso della serie. Successivamente poi, di puntata in puntata, inizieranno a saltare fuori i vari personaggi e verrà trattato, singolarmente, argomento per argomento. Lo sviluppo viene man mano, non è che ci sono dei cliffhanger, cioè a fine puntata non ci sono degli espedienti narrativi in cui la narrazione si conclude bruscamente con un colpo di scena.

persoanggi 2
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The Deuce segue la storia principalmente di due personaggi: i fratelli Martino, interpretati entrambi da James Franco, figura sicuramente azzeccata per la parte. L’attore è molto bravo ad interpretare questi due fratelli, la sua bravura poi è evidente soprattutto se si tiene in considerazione una cosa importante. I due fratelli hanno un carattere completamente diverso e James riesce ad interpretare ogni ruolo perfettamente. Conosceremo anche un altro personaggio, Abigail. Si tratta di una studentessa femminista che si ritrova a fare la cameriera. C’è poi un’altra figura estremamente importante, Eileen, interpretata da Maggie Gyllenhaal. Eileen è una prostituta della Deuce che però, rispetto ad altre “colleghe” non può contare sul supporto del suo protettore. La Deuce farà sì che le storie di questi personaggi si intrecceranno tra loro. La serie è inoltre ambientata in un periodo di grande cambiamento, agli inizi degli anni ’70, un periodo di grande turbolenza per quanto riguarda la riqualificazione della città, i diritti civili, la mafia, la corruzione, tutte aspetti che andranno ad incidere in maniera diretta sulla vita dei cittadini.

Questa serie potrebbe sembrare la solita cosa già vista e rivista, un po’ spinta. Trattandosi di prostituzione starete pensando sicuramente che l’argomento, oppure la figura femminile, potrebbe essere trattata in una maniera un po’ blanda. La serie è prodotta da Maggie Gyllenhaal, ed il suo ruolo di produttrice fa davvero la differenza, forse anche perché già in passato si è messa in gioco per tutelare i diritti femminili. Teniamo poi presente che si sta parlando degli anni ’70, della prostituzione, si toccano quindi dei temi davvero molto complessi. Il tema della serie poteva quindi essere fortemente maschilista, cosa che però non si concretizza. Naturalmente, come già anticipato in apertura, il tema della sessualità ad un certo punto verrà naturalmente affrontato. Non ci ritroveremo però soltanto con i classici temi legati all’eterosessualità, bensì la produttrice ha deciso di mettere in gioco anche temi legati al mondo dell’omosessualità e dell’omofobia. Anche in questo caso non mancheranno colpi di scena. Per esempio il personaggio di Maggie Gyllenhaal riprenderà un altro personaggio che ha delle espressioni omofobe, cosa sicuramente importante visti gli anni in cui è ambientata la serie, quindi per niente scontata.

Gli anni ’70

personaggi
personaggi

Intorno agli anni ’70, naturalmente, la concezione che si aveva intorno a determinate tematiche, per esempio l’omosessualità o la differenza tra varie etnie (la più classica, quella tra i “bianchi” ed i “neri”), era molto diversa da quella che è invece la concezione odierna. Il modo in cui Maggie Gyllenhaal è quindi riuscita ad affrontare tanti argomenti nonostante tutta l’ambientazione è davvero ammirevole e mette in pratica (o, in questo caso, in scena) tutta la sua bravura. Troveremo durante lo spettacolo diverse scene di nudo, con corpi poi che non sono simbolo della perfezione, anzi, tutt’altro. Non mancheranno infatti individui in sovrappeso ma anche anziani. Questa cosa è davvero molto importante soprattutto in un argomento come quello dell’industria del sesso, che non è semplicemente un mondo in cui tutto è perfetto, dove puoi realizzare i tuoi sogni come in un parco giochi per i desideri maschili, ma è qualcosa di più “crudo”. L’industria del sesso non si basa tanto sulla bellezza, sul voler possedere qualcosa di bello ma si basa su altro e questa serie tv lo mette in scena in maniera perfetta. Questo serve proprio per farci capire che le donne in questione non vengono apprezzate per la loro “bellezza”, ma perché agli occhi dei loro “padroni” non sono altro che un modo per fare soldi, degli oggetti.

E da qui la scelta di non rendere questi corpi come “sexy”, perché gli oggetti non sono sexy, sono solo figure inanimate. Prendiamo poi come esempio il personaggio di Abigail, a proposito dei costumi dati alle cameriere del bar, cameriere che ovviamente non sono delle prostitute, vedremo però come questo mercato degli “oggetti” sia applicabile sotto diversi contesti. Avremo quindi da una parte le prostitute, di “proprietà” dei papponi, dall’altra le cameriere sotto la proprietà di Vincent. Si tratta quindi di un mondo molto difficile. Naturalmente ogni ragazza ha una personalità completamente diversa dalle altre. Di solito quando si parla di prostituzione, anche nel cinema, c’è sempre di mezzo la scusante della costrizione ma non dobbiamo fare di tutta l’erba un fascio. Molto spesso accadeva, e si vede anche all’interno della serie, che alcune ragazze per fuggire dalla vita di provincia si trasferiscono a New York, nella grande città. Le reazioni a questo lavoro saranno diverse così come lo sono le persone. A volte c’è questa idea che i personaggi per essere emancipatori e femministi devono per forza fare delle cose femministe, in realtà non è proprio così. Nel cinema è un po’ diverso, i personaggi femminili che sono emancipati sono coloro che decidono attivamente di fare qualcosa e sinceramente in questa serie ne vediamo davvero parecchi, nonostante siamo in un contesto fortemente stereotipato per come viene rappresentato. Vediamo delle ragazze come Abigail che decidono di abbandonare gli studi e andare avanti da sole opponendosi ai genitori, alla loro vita, provandoci con diversi personaggi maschili e sono tutte sue iniziative.

Le figure femminili nella serie

oggetti
oggetti

Lo vedremo su diversi personaggi come Lori, Darlene la giornalista, ma soprattutto per quello di Eileene che è il personaggio più approfondito e anche quello più interessante. É un personaggio davvero molto affascinante, se vogliamo misterioso, proprio questi misteri verranno poi svelati durante il finale. Inoltre si distingue dalle altre venendo subito presentata come diversa perché è l’unica prostituta, che noi vedremo, a non avere un pappone. Vediamo in lei una grandissima intraprendenza, la ragazza entra infatti in contatto con il cinema e  fin da subito dimostra l’intenzione di voler imparare cosa fa di preciso il regista e altre cose. Ogni volta che però tenta di entrare all’interno del settore viene continuamente ostacolata. La ragazza non viene praticamente mai premiata per il suo talento ma anzi viene sempre riportata al suo posto. Le figure maschili all’interno di questa serie sono tossiche, tentano di aiutare quelle femminili soltanto se possono avere qualcosa in cambio, esattamente come i meccanismi mafiosi.

Sembrano voler aiutare ragazze giovani oppure essere di aiuto alle prostitute, alle giornaliste, a delle studentesse, ma in realtà voglio qualcosa in cambio e molto spesso è il sesso. Vedremo che come trattano queste ragazze i papponi, non sarà troppo diverso da come le trattano i poliziotti, anche qui figure importanti. Alla fine The Deuce ci mette davanti diverse realtà che non sono poi troppo distanti da alcune situazioni anche reali. É una di quelle serie tv che lascia il segno e spinge il pubblico a volerne sapere sempre di più. Va gustata lentamente e capita. Non è un’opera molto semplice, per cui se magari vi piacciono quei tipi di serie molto veloci e semplici sicuramente The Deuce non fa per voi. Se invece vi piacciono le storie complicate e cercate personaggi davvero forti non possiamo che consigliarvi una cosa, guardatela.

 
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