L’ultima moda dei complottisti del web riguardano varie ipotesi sui recenti terremoti: da quando è avvenuto il tragico sisma che ha distrutto Amatrice il 25 agosto scorso, ogni qualvolta che si verificano scosse molto forti come quelle del 26 e del 30 ottobre scorso, c’è qualcuno che dichiara che lo Stato stia “insabbiando” i dati sui reali magnitudo delle scosse per non pagare i danni.

Inutile dire che questa ipotesi non è altro che un’enorme bufala che circola in diverse versioni, ma che esprime sempre lo stesso concetto: la magnitudo del terremoto che ha colpito il Centro Italia è 6.2 ma il dato diffuso dai media è 6.0 perché una legge del governo Monti fissa a 6.1 la soglia oltre la quale lo Stato è tenuto a sostenere il risarcimento danni per i cittadini. Il governo, secondo i complottisti, avrebbe quindi convinto i sismologi italiani a modificare il dato per non sborsare neanche un euro.

La bufala si riferisce al decreto legge n.59 del 15 maggio 2012, con cui il governo Monti ha riorganizzato la Protezione Civile. Nel dettaglio, l’articolo 2 del decreto spiega che “al fine di consentire l’avvio di un regime assicurativo per la copertura dei rischi derivanti da calamità naturali” non include dunque “l’intervento statale, anche parziale, per i danni subiti da fabbricati”.

Decreto che, all’epoca, fu riassunto dalle testate nazionali con parole un po’ troppo generiche, ovvero “lo Stato non pagherà più per i danni dei terremoti”. Tuttavia, il famoso articolo 2 è stato cancellato con la legge n.100 del 12 luglio 2012, ovvero la legge che ha convertito in norma il decreto. In sintesi, il temuto articolo è entrato in vigore per qualche mese, ma ad oggi non esiste più.

Ma non è finita qui: secondo i maniaci del complotto, i risarcimenti dei danni sarebbero commisurati in base alla magnitudo del terremoto. Altra bufala. Il criterio di cui si avvale lo Stato è l’intensità del sisma, che si misura sulla scala Mercalli, la quale valuta un terremoto in base ai danni che produce nella zona interessata (quindi vittime, edifici, ambiente ecc.), mentre la scala Richter calcola la magnitudo, ovvero la reale energia rilasciata da un terremoto. E’ logico quindi che il governo basi i suoi aiuti secondo la scala Mercalli e non quella Richter.

Come mai allora subito dopo il sisma si stima prima un determinato magnitudo e spesso in seguito viene diffusa un’altra cifra?

A questa domanda ha risposto l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), spiegando che “come qualsiasi parametro fisico, la stima della magnitudo è affetta da incertezza. In particolare il valore di magnitudo calcolato dall’INGV è 6.0 ± 0.3. I dati utilizzati e i parametri del modello crostale di riferimento possono differire contribuendo all’incertezza della stima […] il valore della magnitudo NON è utilizzata per il risarcimento dei danni prodotti dai terremoti; per questo scopo in passato sono stati utilizzati i valori di intensità calcolata sulla base della scala Mercalli (in realtà la scala Mercalli-Cancani-Sieberg)”.