Instagram

Gli hashtag in arabo rappresentano la chiave di volta per accedere ai film pornografici su Instagram. E’ questa l’ultima magagna riportata dal quotidiano inglese <<The Sun>>, secondo il quale sarebbero più di un milione i video proibiti caricati all’interno del social network rilevato da Mark Zuckerberg, il CEO di Facebook. Una stortura che cozza con la politica di sicurezza attuata da Instagram e volta a reprimere, nello specifico, qualsivoglia immagine non appropriata: si ricordi a tale stregua la polemica montata nei riguardi dei nudi artistici, esplosa lo scorso anno a seguito dei reiterati scatti divulgati a mezzo social da svariati personaggi famosi (il topless di Rihanna può far da mero esempio). Nel caso in questione, tuttavia, i contenuti ritenuti come non appropriati sono chiaramente ancor più espliciti, allorché trattasi di veri e propri film pornografici.

Com’è possibile che qualcuno sia riuscito ad eludere le misure di sicurezza attuate da Instagram? La risposta è semplice e fa leva sull’utilizzo di lunghi hashtag in arabo, pronti a mascherare in realtà dei veri e propri filmati hard. Più di un milione, oltretutto, senza che nessuno sia riuscito ad accorgersi in tempo della stortura capace di metter in crisi il social di Zuckerberg. Od almeno fino alle ore più recenti, come racconta il quotidiano The Sun. Il primo ad accorgersi (seppur casualmente) dell’incresciosa realtà è infatti il blogger di tecnologia Jed Ismael, che navigando su Instagram ha digitato nella barra di ricerca la parola film in arabo. Ed il risultato è sotto gli occhi di tutti, con un cinema pornografico a sfondo social.

A detta di Ismael, Instagram ha vietato alcuni hashtag espliciti scritti in inglese. Ma, come si suol dire comunemente, fatta la legge, trovato l’inganno, allorché gli utenti hanno escogitato il modo per by-passare censure e qualsivoglia verifica d’età facendo leva su hashtag o termini non inglesi. E gli svariati film pornografici caricati su Instagram ne sono la prova pressoché evidente. La notizia è già diventata virale tra il web ed il social network di Zuckerberg è chiamato a rimuovere in fretta il materiale vietato. Adottando per converso misure restrittive ancor più rigide ed inflessibili.

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