La software house Capcom ha diffuso un comunicato ufficiale, affermando di aver provveduto ad eseguire una manutenzione straordinaria per il suo DLC Thailand Temple Hideout di Street Fighter V, nel quale era presente l’omonimo stage.

Il motivo è dovuto ad una gaffe di natura religiosa: alcuni videogiocatori hanno notato che lo scenario buddista ispirato a quello di Street Fighter 2 aveva come colonna sonora alcuni canti religiosi islamici.

Verificato l’errore, Capcom è subito corsa ai ripari, sospendendo  anche la vendita del DLC e scusandosi per il disguido, affermando quanto segue: “È stato sottoposto alla nostra attenzione il fatto che parte della colonna sonora utilizzata all’interno dello stage DLC Thailand Temple Hideout, uscito il 25 aprile 2017, contenga dei riferimenti religiosi non voluti. Capcom ha quindi interrotto immediatamente la distribuzione del DLC e, come misura temporanea, eseguirà una manutenzione di emergenza con un aggiornamento nel prossimo futuro, in modo da rimuovere questa traccia e sostituirla con un’altra di qualche altro stage. I team operativi e di sviluppo di Street Fighter V, così come tutti noi di Capcom, non hanno altro che rispetto per tutti i credo e le religioni del mondo, quindi desideriamo scusarci sinceramente se qualcuno si fosse sentito offeso da tale contenuto”. Al momento la traccia è stata sostituita dal tema di M. Bison.

Ma le disavventure del noto videogame picchiaduro non finiscono qui: la software house non ha ancora annunciato quale sarà il prossimo lottatore che si unirà al roster del quinto capitolo di Street Fighter, eppure è comparsa per errore una pagina sul PlayStation Store, la quale sembra aver rilasciato un vero e proprio leak, svelando che  il nuovo personaggio sarà Ed, il giovane protetto di Barlog che ha debuttato nel corso del quarto capitolo della saga.

Vi ricordiamo che Street Fighter V è attualmente disponibile su PC e PlayStation 4.

Nel frattempo su YouTube è ancora disponibile la traccia originale contenente i riferimenti ai canti religiosi islamici, che riportiamo qui di seguito: