Spotify

Nonostante gli ultimi annunci abbastanza roboanti, sulla campagna abbonamenti portata avanti da SoundCloud, sembra sempre più avvicinarsi il momento della resa da parte del servizio online di streaming musicale. Le ultime indiscrezioni, infatti, riportano della possibilità imminente della vendita del progetto nientemeno che ai “rivali” di Spotify, che sembrano aver mostrato interesse sulla possibilità di acquisto.

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Una nuova acquisizione potrebbe rafforzare quindi la leadership di Spotify nell’ambito dello streaming musicale. Il gruppo sembra intenzionato a mettere le mani sulla piattaforma da sempre legata al panorama indie e da qualche mese potenziale concorrente per il colosso svedese in seguito al lancio del servizio premium Go.

L’indiscrezione arriva dalle pagine del Financial Times, che azzarda anche una prima stima dell’investimento economico necessario per portare a termine l’operazione: 700 milioni di dollari. Una cifra importante, ma di gran lunga inferiore rispetto agli 8,5 miliardi di dollari che attualmente rappresentano la valutazione di Spotify. Ovviamente le parti in causa non hanno rilasciato alcun commento in merito, ma se le cose dovessero evolvere come ipotizzato dalla fonte del rumor, l’acquisto andrebbe a concretizzarsi entro l’estate del prossimo anno. Le trattative sembrano essere già in fase avanzata.

SoundCloud può contare su circa 200 milioni di utenti, molti dei quali (anche se le cifre, in questo senso, non sono precise) hanno scelto di sottoscrivere un abbonamento per lo sfruttamento della piattaforma digitale. Nonostante gli ottimi numeri il servizio di musica in streaming nato in Germania ha accumulato perdite per oltre 70 milioni di dollari in appena 2 anni. Numeri che, alla luce dei fatti, giustificherebbero la necessità di un’immediata cessione da parte del gruppo proprietario.

Spotify

Tra gli investitori di SoundCloud c’è anche Twitter. Lo stesso social network da 140 caratteri, che al momento non sta attraversando uno dei suoi momenti migliori, potrebbe essere presto l’oggetto di un’acquisizione. Tra i potenziali compratori anche nomi del calibro di Google e Disney.

Perché Spotify dovrebbe voler inglobare la piattaforma? Innanzitutto per fare proprio il suo catalogo, composto da oltre 125 milioni di brani. Poi per eliminare dalla piazza un potenziale concorrente, seppur attualmente con un bacino di utenti di gran lunga inferiore al proprio. Aggiornamenti a riguardo dovrebbero arrivare nei prossimi giorni



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