Tra le varie motivazioni che spingono gli utenti a scaricare un app di brand sul proprio device spiccano le “funzionalità social e mobile” che si ritrovano in alcune app di servizio e che non sono direttamente legate ai prodotti dei negozi o alla marca. Il 38.2% degli italiani ritiene per esempio che siano molto utili le interazioni con i social Network e il 41% pensa che siano abbastanza utili i collegamenti ai principali social (FB, Twitter, Instagram, Pinterest) posizionati all’interno di un app di brand. Tra le funzionalità social e mobile rientrano anche tutte le aree dedicate all’intrattenimento, contenenti giochi o quiz:  queste funzioni sono apprezzate dal 43.2% degli intervistati (abbastanza utile) e il 36.2% ritiene che siano molto utili; solo il 4.9% del campione ritiene che siano inutili. Interessanti anche i dati relativi ai contenuti di interesse (coupon, voucher, promozioni) non necessariamente legati alla marca: il 39.2% pensa che siano molto utili, il 42.4% abbastanza utili e solo il 4.4% una percentuale molto bassa degli intervistati pensa che siano inutili. Come è facile immaginare le app di brand sono maggiormente usate dai ragazzi fino ai 19 anni (35,3%), seguono i giovani di età compresa tra i 24 e i 34 anni (25,9%) e gli utenti di età compresa tra i 35 e i 44 anni (16,7%). Il 50% degli italiani invece con età superiore ai 65 anni non scarica mai questo tipo di applicazioni.

Questi sono i dati illustrati nell’infografica realizzata da modomodo con i dati più significativi emersi dalla ricerca realizzata in collaborazione con l’Università degli Studi Milano Bicocca sull’utilizzo del Mobile Internet e dei dispositivi mobili.  L’indagine è stata svolta da NuMediaBios l’Osservatorio dei Nuovi Media dell’Università Bicocca ed è stata condotta tramite la somministrazione di un questionario a un campione di 3.928 utenti composto in parte da utilizzatori di “app di servizio”, ovvero quelle legate ai brand, e da una percentuale di studenti del polo universitario.

Fabio Maglioni, founder di modomodo, afferma:

“I dati ci dicono che strumenti come smartphone, tablet e applicazioni fanno parte della quotidianità degli utenti. Gli italiani sono sempre di più consumatori digitali, ormai è un dato di fatto. Le aziende ora devono continuare a cambiare il proprio approccio per riuscire a intercettare gli utenti anche in mobilità. L’utilizzo dei digital touchpoint è parte della nuova attitudine di tutti noi e le App sono, e saranno sempre più, viste come la porta per accedere ai contenuti. Indipendentemente dal tempo, dal luogo e dal profilo.

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