smartwatch IoT

Smartwatch dito ed occhiali sonori italiani nel futuro dell’IoT. Non c’è alcun erorre di battitura nel titolo che anticipa questa curiosa notizia. Pare, infatti, che il mercato cinese conoscerà presto dei nuovi dispositivi, rigorosamente made in Italy, in grado produrre delle immagini partendo da onde sonore e componenti che trasformano le dita in smartwatch. Come chiaramente intuibile, simili soluzioni si renderanno utili in tutti quei casi in cui l’accessibilità alle moderne tecnologie da parte di persone con handicap visivi e motori è resa problematica dal loro status. Vi assicuriamo che non sono idee impossibili e, anzi, vi diciamo che sono già in fase applicativa in Cina dove stanno letteralmente conquistando il mercato.

Smartwatch dito ed occhiali sonori, accessibilità per tutti

I progetti uscenti vincitori dalla #RoadToSuccess, che ha visto impegnati la Maker Faire di Roma unitamente alla piattaforma cinese IngDan, sono quattro e vertono tutti sulle nuove implementazioni nei riguardi dell’IoT (Internet delle cose). In particolar modo spiccano alcuni interessanti disegni progettuali già in fase di rilascio che automatizzano l’interazione e l’accessibilità con i servizi dell’era IoT. Vediamo di esaminarli singolarmente.

Get non è solo un braccialetto ma è dotato di una sua intelligenza artificiale che gli consente di automatizzare la risposta in chiamata semplicemente ponendo un dito in prossimità dell’orecchio. Il braccialetto, infatti, cela al proprio interno un piccolo altoparlante che capta le vibrazioni delle onde sonore provenienti dalle ossa del nostro polso che, muovendosi verso l’orecchio, innescano il processo. Non è una semplice idea di concetto ma un vero e proprio dispositivo fisico che potrebbe entrare a far parte della dotazione standard degli oggetti smart proprio come i classici smartwatch.

Horus è un altro progetto che prevede una cuffia con telecamera integrata da utilizzarsi per gli ipovedenti. Essa riesce a trasformare le immagini in voce operando una continua localizzazione degli oggetti e delle persone entro il suo raggio d’azione. Gli altri due progetti, Iomote ed il sistema per il controllo massivo di droni Archon, sono stati premiati insieme ai due precedenti. L’obiettivo italiano è quello di portare queste idee alla Shenzen Valley, ove risiede la più grande industria mondiale dell’elettronica di consumo.

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