Tra la notte di lunedì 19 e la giornata di martedì 20 giugno 2017, il servizio Skype ha riscontrato un disservizio a livello globale ed  in particolare in Europa. Dopo alcune ore il servizio è tornato regolare, ma l’azienda non ha fornito informazioni precise sull’accaduto, senza contare che proprio nei primi minuti del blackout un gruppo di hacker chiamato CyberTeam si è proclamato responsabile dello Skype Down rivendicando l’attacco informatico alla nota piattaforma tramite un post su Twitter.

Per questo il Presidente Nazionale dell’Unione per la Difesa dei Consumatori (U.Di.Con.), Denis Nesci, ha deciso di esprimere la sua preoccupazione sulla vicenda affermando che “gli utenti di Skype devono sapere cosa è successo nella giornata del 20 giugno, quando, praticamente in tutto il mondo, il sistema è andato in down. La nostra preoccupazione è che possa essere stato un attacco hacker e che quindi i dati dei cittadini possano essere in pericolo. Non possiamo permetterci che l’accaduto passi in sordina, dobbiamo sapere se la privacy degli utenti è a rischio o se addirittura sono già stati rubati dati sensibili”.

“Abbiamo ricevuto diverse segnalazioni di utenti che hanno ricevuto link al momento del ripristino del servizio che si sono rivelati dei virus, per questo abbiamo immediatamente provveduto a chiedere maggiori informazioni su quanto successo. Vogliamo certezze riguardo la sicurezza della privacy dei cittadini. Se qualcosa è andato storto è bene che si sappia, nascondere un abbaglio del genere rappresenterebbe un doppio autogol da parte di Microsoft che, dal canto suo, deve dare ampie garanzie sulla riservatezza dei dati degli utenti”, conclude il Presidente Nesci.

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FONTEU.Di.Con.