Vi avevamo già parlato del fatto che gli adolescenti si stanno sempre più allontanando da Facebook, alla volta di social anonimi che consentano loro di relazionarsi in maniera più discreta: vediamo ora nel dettaglio alcune di queste modalità di collegamento online cui si rivolgono soprattutto i giovani (ma non solo) per esprimere liberamente pensieri e opinioni su persone o luoghi appartenenti al proprio entourage bypassando il “controllo” dell’autorità di turno (genitori o professori scolastici che dir si voglia).

Tra i vari social anonimi scelti dai teen-agers ricordiamo Whisper, un’applicazione mobile iOS e Android lanciata nel 2012 e disponibile senza addebito sul proprio conto telefonico, volta a consentire agli utenti – ovviamente in via del tutto anonima – di inviare messaggi (e ricevere risposte) visualizzati come testo sovra-impresso a un’immagine, proprio come avviene con i biglietti di auguri.

È poi possibile usufruire anche di strumenti mirati a scopi specifici come i più recenti Yik Yak e Secret. Yik Yak consente di scambiare messaggi sempre in via anonima con utenti che si trovino nel raggio di circa 2 chilometri e mezzo dalla propria postazione (la differenza con altri social sta proprio nel fatto di privilegiare l’interazione tra persone situate nelle vicinanze geografiche). Tutti gli iscritti contribuiscono alla “chat” scrivendo, rispondendo, o mostrando il proprio assenso o dissenso nei confronti delle questioni esposte. Secret, invece, è un tool fondato circa un anno fa da David Byttow e Chrys Bader-Wechseler (precedentemente Google product manager a Google+) che consente alle persone di condividere messaggi all’interno della propria cerchia di amici, amici di amici oppure pubblicamente. In questo caso la differenza con gli altri social anonimi consiste nell’obiettivo principale di creare conversazioni tra amici che si aggiornino nel tempo creando una sorta di continuità nella partecipazione.