Amazon da filo da torcere a Google

Durante la sua visita presso la sede tedesca della Native Instruments, Eric Schmidt, dirigente Google, ha affermato che la vera rivale si BigG sul web è Amazon. Il più famoso Store on-line al mondo viene così rappresentato come lo spauracchio di Google. Schmidt afferma che Amazon sottrae a BigG un gran numero di ricerche. Al contrario di come si è portati per logica a pensare, sembra, che i rivali di un motore di ricerca non siano altri motori come Bing o Yahoo ma gli Store specifici che indirizzano l’utente, in modo autonomo, verso i prodotti desiderati.

La forza di Amazon, che spaventa Google, è la capacità di offrire per una buona fetta del mercato user un servizio di vendita diretta e ricerca prodotti che rende, per l’utente medio, inutile effettuare una ulteriore ricerca su BigG. Così non si spreca più tempo a far domande a Google ma si va direttamente al nocciolo della questione cercando senza perdite di tempo le risposte su Amazon, o gli altri e-commerce più famosi. Il connubio tra la possibilità di ricerca la vendita diretta e la capacità di fornire all’utente opinioni e recensioni, gratuitamente, continua a rappresentare il motore propulsore dell’e-commerce.

Sembra scontato che chi cerca di acquistare un prodotto vada direttamente al negozio e non, dopo aver appreso l’indirizzo, andare di volta in volta sull’indice per riuscire a trovarlo senza perdersi per le strade, del web. Questa capacità degli utenti di trovare le risposte senza bisogno delle domande trasporta sul web una fidelizzazione del cliente che rischia, però, di rendere l’e-commerce sempre più un oligopolio.