San Marino, il terzo Paese più piccolo d’Europa, dietro soltanto al Principato di Monaco e alla Città del Vaticano, confinante con due regioni italiane (a Sud e a Ovest con le Marche, a Nord e a Est con l’Emilia Romagna), a quanto pare si rende protagonista di una news tutta hi-tech.

Sarà proprio il micro Stato di San Marino, infatti, a diventare il primo Paese del mondo ad essere aggiornato a una rete nazionale 5G, poiché Telecom Italia ha dichiarato di utilizzare l’enclave come banco di prova per la nuova tecnologia.

Telecom Italia sta anche sperimentando il 5G a Milano e Torino, ma ha più libertà d’azione a San Marino grazie alle minori restrizioni sull’uso di radiofrequenze che non in Italia. Giovanni Ferigo, responsabile della tecnologia per Telecom Italia Mobile, ha dichiarato che la rete 5G di San Marino sarebbe stata sicuramente la prima in Europa e ha anche ammesso di avere bisogno di testarla il più “presto possibile“.

Con il progetto San Marino 5G illustra Telecom Italia: “sarà possibile avviare la prima sperimentazione in ambito nazionale della tecnologia 5G introducendo sia sui siti mobili, sia sulle small cell frequenze aggiuntive dedicate alla nuova interfaccia radio 5G (New Radio), che permettono di utilizzare larghezze di banda molto ampie e che, combinate ad antenne ancora più innovative (Massive MIMO e Beamforming), consentiranno il raggiungimento di prestazioni innarrivabili rispetto alle attuali tecnologie mobili “.

Per comprendere meglio la sua capacità trasmissiva precisiamo che questa sarà circa 10 volte maggiore rispetto all’attuale connettività 4G LTE.

L’azienda raddoppierà il numero di siti mobili e installerà una rete di piccole cellule nel centro dello Stato dichiarato nel 2008 Patrimonio Mondiale dell’Unesco e che quest’anno fornirà la spina dorsale della futura rete commerciale.

Certamente sarà un’evoluzione dell’Lte, ma anche una rivoluzione perché più che alla connessione delle persone o di persone e oggetti, il 5G sarà fondamentale alla nascita del dialogo tra gli oggetti stessi. Secondo Accenture, una multinazionale con sede principale negli Stati Uniti che si occupa di consulenza di direzione e strategica nonché di servizi tecnologici e outsourcing, entro il 2020 il mercato globale del 5G potrebbe valere ben 150 miliardi di dollari, cosa che garantirà, solo negli USA, fino a 3 milioni di nuovi posti di lavoro.

Lo scorso anno la Commissione Europea ha pubblicato un piano d’azione 5G, in quanto ha stimato che settori come la sanità, i trasporti, le automobili e le utilities trarranno vantaggi economici di 113 miliardi di euro entro il 2025, dalla tecnologia.

Gli investimenti per la sperimentazione della tecnologia 5G non mancano in nessuna parte del mondo; tra i territori più attivi ricordiamo la Corea del Sud, Cina e Stati Uniti.

Non è insolito che siano i piccoli territori ad essere utilizzati per i test sulle telecomunicazioni; la prima prova 3G nel Regno Unito, infatti, è avvenuta sull‘isola di Man, nel Mar d’Irlanda (dove si estende la giurisdizione del governo locale), mentre l‘isola di Bute in Scozia è stata utilizzata per testare la tecnologia “spazio bianco”, ovvero le frequenze non utilizzate assegnate ai servizi di radiodiffusione.

La Repubblica di San Marino vedrà dunque sperimentati per prima, sul proprio territorio, servizi ad hoc come la pubblica sicurezza, la gestione dei mezzi pubblici o la telesorveglianza.

Telecom Italia ha già iniziato, inoltre, a lavorare con aziende come Maserati e Ducati per migliorare la comunicazione wireless e, curioso ma vero, sembra che anche i produttori di parmigiano vogliano utilizzare la tecnologia per monitorare le vacche nei loro campi.

Intanto in Francia nel 2015 il parlamento varava una legge innovativa per regolamentare la diffusione eterea dell’elettrosmog.

Quali regolamentazioni vigono in Italia?

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