Si fa sempre più marcato il “patto” stretto tra Samsung e l’Internet delle cose, o Internet degli Oggetti: la società coreana non fa mistero della sua volontà di spingere l’acceleratore sul nuovo e ben promettente segmento.

Il mese scorso il CEO BK Yoon ha affermato che la società è intenzionata a spendere 100 milioni di dollari nello sviluppo di una struttura aperta capace di consentire a dispositivi indossabili come accessori fitness e quant’altro di comunicare con elettrodomestici ad essi connessi.

Ad ampliare il team di sviluppatori di SmartThings, la start-up acquisita recentemente da Samsung e dedicata alla connessione di oggetti quotidiani ad Internet, sarà Dora Hsu, assunta dall’azienda in qualità di CPO (Chief Platform Officer). La Hsu ha precedentemente lavorato per Google ed avrà ora il compito di sviluppare il mercato e le infrastrutture dell’Internet delle Cose, e di convincere sviluppatori di terze parti ad adottare la piattaforma SmartThings.

SmartThings, originariamente lanciata su Kickstarter, è dotata di una piattaforma open-software e vanta una comunità di sviluppatori di già oltre 5000 unità dedite alla realizzazione di software da vendere attraverso il proprio modello di app store, un punto di raccordo che consente agli utenti di accedere e scaricare agevolmente applicazioni di domotica dedicate ai loro accessori intelligenti.

Anche dal lato hardware si rafforza il legame tra Samsung e l’Internet delle Cose: l’azienda continua infatti a lanciare nuove linee di prodotti dedicati al filone degli “elettrodomestici connessi”, rendendo sempre più evidente la sua intenzione di proiettare il proprio futuro su questo crescente mercato.

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