Ad inizio settimana, la Commissione Europea si era riunita in seduta comune al fine di decidere le sorti sul Roaming UE che avrebbe dovuto portare ad una rimodulazione delle tariffe sul piano di una nuova bozza che, a seguito dei feedback negativi ricevuti dai consumatori, è arrivata a conclusione ancor prima della sua approvazione definitiva. roaming

Il diritto all’abolizione del Roaming sul piano delle comunicazioni europee e dei territori degli Stati previsti dalla normativa in fase di sperimentazione, è stato frenato dal feedback negativo ricevuto da parte dei consumatori europei che si aspettavano, invece, una chiusura totale senza limitazioni e sistemi anti-frode che, in ottemperanza alle richieste non sarebbero servite.roaming

La proposta Roaming, invece, indicava tempistiche ben precise di rientro di 90 giorni e non pià di 30 giorni consecutivi, oltre i quali si applicavano i sovraprezzi. La condizione imposta era volta a convalidare un sistema anti-frode dovuto al semplice fatto che un utente smaliziato si potesse servire di tariffe vantaggiose all’esterno per un utilizzo in patria sul lungo periodo.

Secondo la BEUC, l’Associazione che tutela i consumatori europei, la proposta non era accettabile, benché ben accolta dall’intera Commissione che per l’occasione l’ha definita come “un completo successo”, ribadendo l’esigenza di abolire una volta per tutte le tariffe sul roaming estero.

Ci battiamo per la fine delle tarariffe di roaming per i consumatori entro il 2017, e non per soluzioni con scappatoie

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