L’AGCOM – l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni – ha rilasciato la delibera numero 247/17/Cons dove viene disposta una sanzione pari a 580.000 euro contro il gestore telefonico 3 Italia a causa della rimodulazione riguardante l’opzione della Rete 4G LTE, inizialmente pubblicizzata come gratuita ed in seguito rimodulata al costo di 1 euro al mese.

L’Autorità ha disposto la maxi-multa perché ha ritenuto la rimodulazione una pratica scorretta da parte dell’operatore, spiegando che “la Società non solo ha contemplato unicamente un diritto di disattivazione/recesso dalla sola opzione, ma non ha ritenuto neanche necessario informare i clienti della facoltà di passare ad altro operatore senza dover sostenere alcun costo. Quanto al rispetto dei termini di preavviso, si deve rilevare che, per la clientela postpagata, le fatture contenenti la comunicazione delle modifiche contrattuali sono state emesse successivamente al mese di decorrenza delle nuove condizioni (agosto o novembre 2016), ossia quando l’aumento era già scattato e senza alcuna corrispondente proroga dei termini per l’esercizio del diritto di recesso, mentre per la clientela consumer l’informativa tramite SMS è risultata insoddisfacente e non adeguatamente affiancata da altre modalità di avviso. Peraltro, la Società ha confermato che procederà, comunque, all’addebito dell’opzione anche nel caso di utenze silenti o senza credito che risultino non aver correttamente ricevuto il previsto SMS informativo”.

In sintesi l’AGCOM accusa l’operatore di scarsa trasparenza e di aver fornito ai propri clienti un’informativa incompleta sulla rimodulazione riguardante la Rete 4G: “In relazione alla trasparenza, immediatezza e completezza delle informazioni relative alla modifica delle condizioni economiche dell’opzione “4G LTE”, la Società ha fornito ai propri clienti una informativa incompleta con particolare riferimento alla decorrenza della variazione del prezzo richiesto per fruire della navigazione ad alta velocità e ai termini e modalità per esercitare il diritto di recesso. La Società, omettendo di evidenziare elementi contrattuali rilevanti, ha condizionato il diritto di scelta degli utenti e, in relazione ai clienti che non hanno ricevuto alcuna informativa, non ha adottato misure di tutela efficaci al fine di evitare addebiti inconsapevoli. La violazione, la quale ha determinato un rilevante vantaggio economico per la Società, può ritenersi, pertanto, di entità molto consistente, sotto il profilo del danno cagionato a un rilevante numero di utenti, e di durata prolungata”

“La Società, dopo l’avvio del procedimento sanzionatorio de quo, non solo non ha intrapreso alcuna iniziativa utile a eliminare o attenuare gli effetti pregiudizievoli della condotta censurata, ma ha avviato una nuova campagna di rimodulazione delle condizioni di offerta dell’opzione 4G (decorrente dal 18 aprile 2017), non assolvendo, neanche in questo caso, agli obblighi vigenti in materia di trasparenza e completezza delle informazioni e diritto di recesso”, si legge nella delibera dell’AGCOM. Al momento l’azienda 3 Italia non ha rilasciato alcun commento a riguardo.

  • Secondo me sono pochi se si fa il conto di quanto clienti hanno wind-3. Forse li guadagnano in un mese solo con la rimodulazione.