Una nuova direttiva imposta dall’Unione Europea, prevede per i consumatori la possibilità di ottenere dei rimborsi per acquisti effettuati entro 14 giorni dal pagamento: Apple si adegua alla direttiva, mentre Google no.

L’Unione Europea ha varato lo scorso Giugno, una nuova direttiva per tutelare i diritti dei consumatori, elencando una serie di prodotti e servizi che se acquistati nei Paesi dello Spazio Economico Europeo (SEE), potranno godere del diritto di rimborso parziale o restituzione completa del costo di acquisto entro quattordici giorni dall’avvenuto pagamento da parte del cliente.

Apple si adegua alla direttiva

Con leggero ritardo, Apple ha deciso così di modificare in tutta Europa la clausola relativa al rimborso di prodotti acquistati attraverso le proprie piattaforme iTunes, App Store ed iBooks, consentendo così ai consumatori di ottenere un rimborso entro quindici giorni dall’avvenuto pagamento. Gli utenti potranno ricorrere al rimborso per tutti i prodotti ad esclusione delle carte iTunes Gift, il cui codice sia già stato utilizzato.

Google tiene duro

Google, da tempo al centro di aspre battaglie legali proprio nei confronti dell’Unione Europea, ha deciso di allinearsi solo parzialmente alla nuova direttiva. Al momento infatti, solo gli abbonamenti ai servizi di streaming musicali e film acquistati sul Play Store saranno rimborsabili entro quattordici giorni, come previsto dalla normativa, mentre libri, canzoni ed album, saranno rimborsabili in sette giorni. 

Per quanto riguarda app e giochi invece, rimane in vigore per Google, la finestra di rimborso di sole due ore, successiva all’acquisto.

Se Google ha deciso di tenere duro e non mollare sul fronte app e giochi acquistati sul Play Store, bisognerà vedere ora come l’Unione Europea risponderà, ma probabilmente ci troveremo di fronte all’ennesima battaglia legale e la possibilità di pesanti sanzioni inflitte alla società statunitense.

Direttiva pro pirateria?

Se da una parte la nuova direttiva è da lodare, venendo incontro alle esigenze e richieste dei consumatori, c’è anche da tenere in considerazione che forse la scelta di una finestra di quattordici giorni per la richiesta di rimborso, potrebbe essere decisamente troppo ampia: in questo lasso di tempo infatti, molti utenti, potrebbero leggere un libro, vedere un film, completare un gioco e chiederne poi il rimborso gratuito, dando così la possibilità agli utenti più smaliziati, di aprire con facilità le porte ad una forma di pirateria legalizzata che potrebbe portare gravi danni ad interi settori, come quello videoludico, discografico, cinematografico e dell’editoria.

Cosa ne pensate della nuova direttiva e delle scelte di Apple e Google? Aspettiamo i vostri commenti.

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