Ray Tomlinson email

Riuscite a ricordare quando avete inviato l’ultima lettera in formato cartaceo? Probabilmente no. La posta elettronica, infatti, ha preso rapidamente il sopravvento sulle classiche lettere tanto per la celerità quanto per la gratuità nel ricevere ed inviare messaggi e documenti allegati di qualsivoglia natura. Un’invenzione dovuta a Ray Tomlinson, che per primo la introdusse nel lontano 1971 su Arpanet (che anticipò l’avvento di Internet) servendosi di indirizzi del tipo utente@server, ancora utilizzati per l’identificazione univoca degli indirizzi email. Ray si è spento a 74 anni a causa di un attacco cardiaco.

Ray Tomlinson, il pioniere della nuova era digitale

Ray Tomlinson email

In qualche modo è a Tomlinson che dobbiamo l’implementazione della @(preposizione at) come simbolo universale per l’identificazione delle risorse email e di svariati metodi di comunicazione che traslano il suo utilizzo anche negli ambienti social, legandosi a filo doppio alle ricerche ed alla gestione dei tag sui post di Facebook e Twitter. Fondamentalmente, però, sono state le email che hanno contribuito a gettare le basi per un nuovo modo di comunicare in digitale che, nonostante creato già nel 1971, è giunto a noi solo un quarto di secolo dopo, quando Internet si è insediato a pieno regime nelle nostre vite. Dapprima, infatti, Ray Tomlinson brevettò l’uso delle email per scopi militari all’interno del progetto Darpa e solo in seguito si decise di estenderne l’ambito di utilizzo anche agli user comuni attraverso un sistema che, all’epoca, era davvero rivoluzionario. Poter leggere un messaggio dal proprio computer era infatti una vera e propria rivoluzione che ben si guardava dall’uso delle noiose segreterie telefoniche dell’epoca. Oggi abbiamo circa 4mld e mezzo di indirizzi email dislocati su vari server internazionali che gestiscono in autonomia il traffico su oltre 100mld di email annue. Un’uomo che ha contribuito, insieme a personalità illustri del calibro di Tim Berners-Lee e Vint Cerf, a gettare le basi per una nuova era digitale. Da parte nostra: Grazie Ray Tomlinson!

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