Dopo la frenata di quest’anno, la società di San Diego non poteva più sbagliare, e sembra proprio che il nuovo modello di processore annunciato recentemente, Qualcomm Snapdragon 820, questa volta abbia risolto tutti i problemi.

L’azienda californiana ha mostrato in test un dispositivo dimostrativo non disponibile in commercio e adibito solamente alle prove interne e al benchmarking, dotato di sistema operativo Android 6.0 Marshmallow, .

Nel test, il device montava un processore a 64-bit quad-core Snapdragon 820 MSM8996 con architettura big.LITTLE costituito da due core da 2.1GHz e due core da 1.6GHz e coadiuvato da una GPU Adreno 530. Lo smartphone dimostrativo invece, possedeva un display da 6.17” con risoluzione di 2560×1600 pixel e densità di 489ppi, 3GB di RAM e 10GB di memoria interna.

Il benchmark è stato effettuato utilizzando AnTuTu, GeekBench 3, Octane 2.0 e GFXBench GL con lo scopo di avere un quadro completo ed esaustivo delle prestazioni del processore sottoposto ad una serie di attività particolarmente stressanti.

Ebbene, da una prima disamina emerge come il nuovo SoC non generi un riscaldamento anomalo come quello registrato con lo Snapdragon 810, garantendo invece prestazioni definite come “spettacolari”.

Questi i primi risultati ottenuti:

  • AnTuTu: 132.268 punti, ben superiore rispetto ad Huawei Mate 8 (92.746 punti, secondo classificato), al Meizu MX5 (85.652 punti) e al Samsung Galaxy Note 5 (83.944 punti)
  • GeekBench 3: 2.396 punti in single core, 5.499 punti in multi-core. Si tratta di valori nettamente superiori alla concorrenza.

Nonostante l’assenza di un sistema di raffreddamento adeguato – solitamente presente all’interno dei dispositivi in commercio – la temperatura registrata al termine del test è stata di circa 40 gradi. Si tratta di un ottimo risultato, considerando che lo schermo è rimasto attivo per più di un’ora consecutivamente e che le attività a cui è stato sottoposto il device sono state particolarmente stressanti. La stessa Qualcomm ha affermato che un buon sistema di raffreddamento all’interno del processore stesso coadiuvato da un sistema di raffreddamento dello smartphone consentirebbe al device stesso di contenere la temperatura e di migliorare nel contempo la durata della batteria (fino al 30% in meno di consumo di energia) e la performance generale.

Nello specifico, si pensi che la GPU Adreno 530 consuma il 40% in meno di energia rispetto al modello precedente ma migliora la performance del 40%. E il modem X12 migliora le prestazioni del 33% riducendo il dispendio di energia del 20%. Nel complesso, non si è lontani dalla realtà se si afferma che lo Snapdragon 820 dimezza il consumo energetico raddoppiando le prestazioni, almeno sul valore del test.

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Sembra dunque che il 2016 possa rappresentare un anno cruciale per i principali produttori di processori SoC, con Qualcomm che torna a competere sullo stesso piano di Samsung e MediaTek offrendo prestazioni di altissimo profilo. Già a partire dal CES di Las Vegas e, successivamente, al MWC di Barcellona vedremo i primi smartphone dotati della nuova generazione di chip realizzati dall’azienda di San Diego.