Da quando sono spuntate le prime giornate di sole Pokémon GO sta tornando alla ribalta e riporta con sé le notizie curiose provenienti da tutto il mondo.

Fin dal suo debutto avvenuto lo scorso anno il titolo di Niantic è stato al centro di polemiche, specialmente per il suo uso spropositato in luoghi inopportuni: in tutto il mondo si sono verificati gli episodi più disparati, anche qui in Italia. Il più recente è avvenuto a San Daniele in Friuli, dove un padre ha accompagnato il figlio di dieci anni in giro a caccia di Pokémon: l’applicazione segnalava la presenza di Pokémon fin dentro il cimitero locale, proprio in mezzo alle lapidi e segnalava perfino una Palestra in una piccola cappella presente nel luogo.

Sia il bambino sia il papà ne sono rimasti più che stupiti: “Mio figlio ha solo 10 anni, si è rifiutato di entrare per proseguire la partita. È davvero sconcertante che si possa immaginare di giocare in un luogo del genere”, ha commentato l’uomo condividendo la vicenda sulla pagina Facebook del paese, facendola diventare virale.

In questo caso il buonsenso ha avuto la meglio ed il piccolo si è rifiutato di spingersi oltre, con la giusta approvazione del papà. Ad ogni modo non tutti fanno affidamento alla ragione quando si tratta di Pokémon GO: in Russia un ragazzo di 22 anni rischia tre anni e mezzo di carcerere per aver giocato al videogame all’interno di una chiesa ortodossa.

Ruslan Sokolovsky, questo il nome del ragazzo, è un blogger che ha condiviso su YouTube un video girato nella Cattedrale sul Sangue di Ekaterinburg, nel quale si vede il giovane vagare tra i corridoi della chiesa a caccia di Pokémon col suo smartphone, con la sigla del cartone animato a fare da sottofondo: la clip si conclude con la frase che lo ha messo nei guai e che può costargli il carcere: “Sapete, non ho catturato il Pokémon più raro che avrei potuto trovare lì: Gesù. Hanno detto che non esiste, per questo non ne sono poi così sorpreso”.

La clip è stata girata la scorsa estate e le autorità russe lo hanno arrestato in autunno con l’accusa di incitamento all’odio religioso. Nel corso del processo i procuratori hanno chiesto 3 anni e mezzo di carcere, per la violazione del “diritto alla libertà di coscienza e di credenza”. Una condanna eccessiva per un gesto sì irrispettoso, ma che effettivamente non merita il carcere. Anche Amnesty International ha criticato il governo russo per l’arresto del ragazzo avvenuto “solo per l’esercizio pacifico del suo diritto alla libertà di espressione”.

“Posso essere stato un idiota, ma non sono assolutamente un estremista”, ha commentato Ruslan paragonando la condanna proposta al carcere imposto da Stalin per chi scherzava sul comunismo. “È una barbarie, non capisco come sia possibile. Eppure sembra possibile”.Il verdetto sarà emesso il prossimo 11 maggio 2017.

Fin dal luglio 2016 l’applicazione di Niantic ha causato piccoli e grandi guai ad un discreto numero videogiocatori: tali episodi sono stati d’ispirazione per la realizzazione di una parodia nel corso di una nuova puntata dela serie animata “I Simpson“. Ad ogni modo l’imminente verdetto del blogger russo ha fatto sì che l’episodio della famiglia gialla più famosa al mondo fosse censurato dal canale televisivo russo 2×2.

Nella puntata andata in onda oltreoceano il 30 aprile 2017 dal titolo “Looking for Mr Goodbart” si vede Homer Simpson in preda dalla dipendenza di Peekimon Get, un videogame per smartphone uguale a Pokémon Go: Homer ne è talmente rapito da finire in chiesa durante l’omelia. Una scena che ricorda molto la vicenda di Ruslan Sokolovsky. Per questo il canale russo 2×2 ha annunciato che non trasmetterà l’episodio perché potrebbe “compromettere la rete tv e povocare polemiche”.

Di seguito il video della scena appena descritta:

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