In occasione del primo compleanno di Pokémon GO la software house Niantic ha organizzato una serie di eventi sparsi in tutto il mondo per celebrare la ricorrenza.

Il maxi-raduno iniziale, che ha visto l’introduzione dei primi Pokémon Leggendari, si è tenuto a Chicago lo scorso weekend: sfortunatamente nel corso del Pokémon GO Fest si sono presentati non pochi problemi tecnici, come vi abbiamo già raccontato nell’articolo disponibile al seguente link.

Per scusarsi degli inconvenienti incontrati la casa di sviluppo di San Francisco ha offerto ai presenti dell’Evento Pokémon GO Fest un buono da 100 dollari da spendere in Pokémonete.

Ad ogni modo sembra che le scuse e il buono in valuta non siano stati sufficienti a placare gli animi: secondo quanto riportato da Polygon quasi due dozzine di partecipanti al Pokémon GO Fest hanno avviato una causa legale contro Niantic al fine di ottenere il rimborso del viaggio dopo l’evento dello scorso fine settimana, dove la maggior parte delle persone non è riuscita a giocare.

L’avvocato di Chicago Thomas Zimmerman ha raccontato a Polygon di essere stato contattato da Jonathan Norton, un giocatore della California che si era appositamente recato a Chicago per partecipare all’evento, e di aver in seguito ascoltato circa altre venti persone confluite poi tutte in una vera e propria class-action.

“[Norton] Ha pagato per volare [a Chicago] per il festival, e ha dovuto aspettare diverse ore online per poter partecipare, proprio come la maggior parte dei giocatori”, ha detto Zimmerman. Quando Norton, infine, è riuscito a partecipare al Pokémon GO Fest, ha scoperto – come tutti gli altri – che il gioco non funzionava e che conseguentemente non era in grado di catturare il Pokémon Leggendario promesso. Per questi motivi l’avvocato accusa Niantic di pubblicità ingannevole.

“Niantic non si è nemmeno offerta di rimborsare le spese di viaggio delle persone che sono venute a Chicago per l’evento. La maggior parte delle persone provenivano da altri Stati, alcune addirittura da altri Paesi: ho parlato con qualcuno che è partito dal Giappone”, conclude l’avvocato che sottolinea la richiesta di rimborso per le spese di viaggio sostenute dai suoi clienti.

Interpellata da Polygon, Niantic ha deciso di non commentare l’accaduto. Non resta che attendere ulteriori risvolti sulla faccenda per saperne di più.