Pokémon GO down

L’ormai ribattezzato <<Pokémon GO down>> (basti spulciare i social network, là dove imperversano hashtag coniati ad-hoc e disparati commenti) ha adesso un nome e cognome: trattasi del gruppo di hacker PoodleCorp, che ha rivendicato in queste ore a mezzo Twitter l’attacco effettuato con un Ddos (Distributed Denial of  Service) a danno dei server del videogioco per smartphone della saga Nintendo. Il titolo dell’anno, verrebbe quasi da aggiungere, in ragione del mastodontico successo raggranellato in brevissimo tempo da quel che ormai può considerarsi come mero <<tormentone>> per smartphone e tablet Android e iOS (risibili speranze per Windows 10, malgrado una petizione ancora in corso). Capace di fruttare, per contro, il malcontento di alcuni territori od importanti realtà del nostro vivere quotidiano (leggasi il diniego espresso a ruota da Islam, Turchia e Germania).

Pokémon GO bloccato dunque in tutto il mondo, con buona pace degli aficionados del titolo firmato Niantic, costretti loro malgrado a <<restare al buio>>. L’impossibilità di accedere al gioco in realtà aumentata si è inverata, per quel che riguarda l’Italia, a partire dalle ore 15:00 di ieri (sabato 16 luglio 2016, ndr), estendendosi conseguentemente a macchia d’olio in tutto il resto d’Europa e negli Stati Uniti. #PokémonDown è pertanto salito in cattedra, affollando Twitter e diventando senza troppi ostacoli top trend sul social network che cinguetta. Già qualche giorno addietro sono stati registrati diversi disservizi nel giocare al titolo di Niantic, poggianti tuttavia su motivazioni diametralmente antitetiche rispetto a quanto occorso invece in queste ore: il successo raggranellato da Pokémon GO va oltre le più rosee aspettative, come ribadito dagli stessi ideatori, e questo ha portato ad un sovraffollamento dei server.

Normali incidenti di percorso, insomma, che mal si attagliano tuttavia all’attacco hacker effettuato con forza da PoodleCorp. Pronto adesso a far tremare i videogiocatori dediti a trovare Pikachu e compagnia cantante. Sì, perché il team non intende fermarsi, e minaccia nuove incursioni dagli effetti ancor più imponenti. <<Quello di ieri è solo un test, faremo presto qualcosa su scala più ampia>> affermano gli hacker sul profilo Twitter di PoodleCorp. Che, invero, non è nuovo ad attacchi contro servizi o personaggi famosi. Ne sa qualcosa il comico svedese PweDiePie, il cui profilo YouTube è stato attaccato in passato proprio dal detto gruppo di hacker. Pokémon GO è dunque a rischio? Difficile da dirsi, ma quel che è certo è che la caccia ai Pokémon è ricominciata dopo lo spauracchio delle ultime ore ed il <<metodo Ingress>> può tornare utile per accaparrarsi e scovare le creature immaginarie più famose degli ultimi anni.

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