Con l’acronimo ACE nasce Alliance for Creativity and Entertainment, dove si ritrovano riunite 30 compagnie per combattere la pirateria, da sempre tra le priorità dei creatori di contenuti e dei principali servizi on demand.

Sono attualmente 480 i servizi on demand legali che operano in tutto il mondo e, se si considera che nei soli Stati Uniti fruttano ben 1.200 miliardi di dollari e danno oltre 5,5 milioni di posti di lavoro ogni anno, si intuisce quanto sia importante la lotta alla pirateria e quanto sia stata essenziale la costituzione di un’alleanza per combatterla.

La volontà di ACE è di allargare quanto più possibile gli sforzi collettivi per ridurre la pirateria online, anche avvalendosi di collaborazioni varie come quelle con enti e strutture dello spessore di MPAA, Motion Picture Association of America, le forze dell’ordine e le organizzazioni nazionali per la protezione dei contenuti.

Per riuscire a far desistere gli utenti dal compiere un‘attività truffaldina, dunque, si gioca “la carta della sicurezza”: quando qualcuno visita “siti pirata” si espone a rischi.

La pirateria è illegale, inaffidabile e rischiosa“: questo è quanto afferma Andrew Griffith, consigliere d’amministrazione di Sky Group plc.

Lo studio condotto da Digital Citizens Alliance nel 2015 ha appurato che 1 sito su 3 è veicolo di malware e di tutte le problematiche inerenti.

David Hyman, General Counsel di Netflix, dichiara quanto segue: “Mentre noi siamo concentrati nel fornire una grande esperienza di consumo che in ultima analisi scoraggi la pirateria, esistono ancora in tutto il mondo cattivi giocatori che cercano di trarre profitto dal duro lavoro degli altri. Con l’adesione ad ACE lavoreremo insieme, condivideremo conoscenza e sfrutteremo le risorse combinate anti-pirateria del gruppo per affrontare il problema globale della pirateria online“.

Anche  Graham Burke, Co-Chairman e Co-CEO di Village Roadshow, si unisce al coro di proteste affermando: “ACE sosterrà la sopravvivenza della comunità creativa e si assicurerà che il pubblico continui a fruire dei contenuti di alta qualità che da sempre si aspetta. L’alleanza potenzierà gli sforzi collettivi nella lotta alla pirateria online sradicando le imprese criminali che traggono profitto dal furto di materiale protetto da copyright, promuovendo allo stesso tempo il mercato legale per quel materiale, e fondamentalmente farà sentire più al sicuro i consumatori sul fatto che quel che sceglieranno di vedere non supporterà in alcun modo attività illegali”.

D’altra parte come dar loro torto: è inaccettabile che l’impegno, l’ingegno e gli sforzi di alcuni debbano essere a volte vanificati (e chissà di quanto, monetariamente parlando) da questo genere di operazioni.

Due realtà a confronto: chi forse non può spendere e chi forse vuol troppo guadagnare. Ci sarà mai un pacifico incontro?