Quasi tutte – anzi, diciamo pure tutte – le pubblicità di moda, di makeup e chi più ne ha più ne metta sono ritoccate con Photoshop. Il risultato è che le modelle ritratte sono personaggi inesistenti, che se confrontati con la realtà farebbero impressione. Più volte sul web sono stati mostrate le vere modelle dietro ai servizi fotografici, ed erano ragazze assolutamente normali, poi assottigliate, piallate, gonfiate, spremute e strizzate con sistemi di fotoritocco.

Di recente però il mondo della moda e dei vip ha deciso di dire basta. A fare da apripista ci ha pensato l’attrice Keira Knightley, che si mostra in topless solo se le sue forme non vengono poi gonfiate al pc. Spesso infatti, in locandine dei film e altrove, il suo seno era stato gonfiato. “Ho visto il mio corpo manipolato talmente tante volte e per diverse ragioni, sia dai paparazzi che nei poster per i film”, ha detto l’attrice 29enne. Aggiungendo che d’ora in poi sarà chiara: “OK, sono d’accordo nel fare le fotografie in topless, ma a patto che non facciate il mio seno più grande o lo ritocchiate. Perché è molto importante dire che veramente non importa quali siano le tue forme”.

L’immagine distorta delle donne fa più danni di quanto non pensiamo. A livello inconscio, crediamo davvero che avere una pelle perfetta, un seno prosperoso, neanche una cicatrice, nemmeno un pelo e la vita strettissima siano obiettivi possibili, e mortifichiamo il nostro corpo per raggiungere un mito che non esiste. E la moda ha un importante ruolo da giocare in questo campo: di recente il popolare marchio di lingerie Aerie ha annunciato di aver bandito Photoshop dalle immagini promozionali. E i clienti hanno premiato la scelta: nel rendimento dell’American Eagle del secondo quadrimestre le vendite della compagnia sono diminuite del 7% mentre quelle di Aerie sono aumentate del 9%.

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