L’azienda cinese Hangzhou Xiongmai Technology ha dovuto predisporre il richiamo delle proprie webcam utilizzate per il maxi attacco hacker lanciato sui principali siti americani come Twitter,Cnn, Netflix, ecc.

L’azienda ha comunque respinto le accuse secondo cui la maggior parte dei propri dispositivi sarebbero stati responsabili del denial-of-service che ha colpito la tecnologia Iot, spiegando tramite un comunicato che la responsabilità è dei consumatori che non hanno cambiato le password di default sui dispositivi dopo averli acquistati, rendendoli così preda facile per un attacco hacker.

Con il richiamo dei prodotti venduti negli Usa prima di aprile 2015, tra cui circa 4 milioni di webcam, la società vuole sottolineare la “responsabilità sociale” delle vulnerabilità sfruttate.

Xiongmai ha inoltre affermato che i suoi dispositivi non hanno costituito la maggior parte di quelli di cui gli hacker si sono serviti, come invece hanno affermato nei giorni scorsi i ricercatori della società di sicurezza informatica Flashpoint. A tal proposito, la compagnia ha minacciato azioni legali. Nel dettaglio, i ricercatori avevano affermato che la maggior parte del traffico “spazzatura” con cui i pirati informatici sono riusciti a mandare in tilt i vari server arrivava proprio da dispositivi con componenti realizzate da Xiongmai, provvisti di “poche protezioni”.

“Le questioni di sicurezza sono un problema fondamentale per tutta l’umanità. Xiongmai, come già fatto da altre società, non ha paura di sperimentare nuove tecnologie per garantire la sicurezza dei nostri utenti”, hanno dichiarato in un comunicato diffuso da Reuters.

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