Insignito di un prezzo di listino indubbiamente importante (999 euro nell’unghia), Note 8 non può certo considerarsi uno smartphone economico, a tal punto da risultare addirittura proibitivo per alcuni consumatori. Samsung ha però già in serbo un rimedio indubbiamente più efficace, sebbene non generalizzato ma circoscritto nei riguardi di una particolare utenza o mercato di destinazione. Il discorso è lungi dall’esser ufficiale e definito, ma l’indiscrezione di questi ultimi giorni poggia quanto meno su basi solidissime: una versione <<depotenziata>> di Note 8 sarebbe stata infatti certificata presso l’agenzia governativa cinese TENAA.

Verrebbe subito da chiedersi quali saranno i cambiamenti rispetto all’attuale e salatissima versione pronta a sbarcare nei principali mercati internazionali, Italia inclusa. Come può evincersi dal primo abbozzo di scheda tecnica, il futuro Note 8 sarà dotato di 4 gigabyte di memoria RAM, in luogo dei 6 gigabyte caratterizzanti il modello con a bordo il processore Snapdragon 835 ed Exynos 8895. Un abbattimento del quantitativo di memoria ad accesso virtuale che permetterà, alla fine della fiera, di portare a cifre indubbiamente più usuali (anche se comunque importanti) il nuovo phablet Android griffato Samsung: a detta dei bene informati, Note 8 costerà quanto un Galaxy S8 all’inizio della sua commercializzazione (dunque attorno agli 800 euro).

Intatta invece la scheda tecnica, così come l’aspetto estetico, impreziosito dall’unicità di un display da oltre sei pollici con aspetto in 18.5:9. Da valutare, invece, il processore impiegato, dal momento che la scelta sul banco poggia sulla doppia opzione targata Snapdragon 835 ed Exynos 8895. Peccato soltanto che una tale versione sarà destinata unicamente al mercato cinese.

Per chi non bada a spese ma punta al massimo delle prestazioni, Samsung ha in serbo una terza variante di Note 8, impreziosita da addirittura 8 gigabyte di memoria RAM (come OnePlus 5 da 128GB, per inciso) e 256 gigabyte di storage nativo (espandibile). Meglio però non parlar di prezzi, anche se in fondo i destinatari saranno soltanto gli utenti coreani.