Muore il padre dell'intelligenza artificiale

Scomparsa molto sentita nel mondo della scienza: è morto Marvin Minsky il padre indiscusso dell’intelligenza artificiale. L’annuncio arriva dal Massachussetts Institute of Tecnlogoy grazie ad un comunicato stampa diramato in tutto il mondo. Nel testo si legge che il genio dal “cervello mostruoso” è deceduto all’età di 88 anni nella giornata di domenica scorsa.

Nato il 9 agosto del 1927 a New York, Minsky ha fondato l’Artificial Intelligence Group che già dal 1959 ha gettato le basi per capire come le macchine possano riuscire a pensare esattamente come l’uomo. La convinzione di Marvin Minsky è sempre stata quella che un’intelligenza delle macchine esista e che proprio come la nostra anche quella degli “automi” sia frutto di processi legati e interconnessi. In quest’ottica l’intelligenza è al centro di una sorta di “società della mente” nella quale tutti gli elementi lavorano insieme come avviene per un nucleo sociale.

Celebri le ricerche pubblicate da Minsky in diversi ambiti, ma sempre connessi grazie da un unico punto in comune: le macchine sono in grado di acquisire capacità e conoscenza riuscendo ad adattarsi all’ambiente circostante. Tutte queste ricerche hanno fatto da apripista a ciò che è oggi il mondo: le concezioni di Minsky sono infatti state utili per sviluppare la modalità delle ricerche sul web, i video games e alcuni dei comandi vocali dei moderni smartphone.

Grazie a Minsky è stato anche possibile creare il primo computer in grado di apprendere tramite un processo simile a quello dei neuroni umani. Anche il mondo del cinema è stato influenzato dal genio di Minsky: arriva da una sua idea il mitico HAL 9000 di “2001: Odissea nello Spazio” e anche nella musica classica.