Morto il formato MP3? È la fine di un’era, oppure no?

Morto il formato MP3? È la fine di un’era, oppure no?

È da decretare che l’MP3 sia morto? Siamo davanti alla fine di un’era? Questo è quel che si potrebbe concludere se si pensa agli standard audio di ultima generazione, che garantiscono qualità e prestazioni migliori. Ma, al di là di questa ipotesi, lo standard audio che ha rivoluzionato il mondo della musica è destinato a rimanere eterno, e non solo nelle enciclopedie: la musica, i giovani e il modo di pensare (e di vivere) della società sarebbero stati molto diversi senza questo algoritmo di compressione portabile e talmente economico e veloce da diventare molto popolare e accessibile a tutti.

La morte dell’MP3 è da segnalare in favore della nascita degli MPEG-H, il nuovo standard scelto dal Fraunhofer Institute for Integrated Circuits, che permette una qualità maggiore con un bitrate più basso. L’MPEG-H è composto da due distinti codec, uno dedicato espressamente alla decompressione dei video, e il secondo concepito esclusivamente per l’audio multicanale, con un suono nitido e pulito che mai era stato possibile raggiungere prima.

Come detto, però, l’MP3 non è da buttare o da cancellare. Dopo 22 anni di onorata carriera, infatti, continuerà a funzionare regolarmente. La novità, infatti, riguarda soltanto il futuro nel quale l’MP3 – com’era prevedibile – non troverà più posto in quanto lascerà il passo a una tecnologia più affidabile e migliore.