Microsoft Surface, in fondo un omaggio ad Apple

Microsoft Surface, in fondo un omaggio ad Apple

Concorrenti ormai affermati nella fascia Premium dei convertibili e dei Laptop, la famiglia Surface e quella Mac Book Pro, con appendice iPad sono orami considerati i punti di riferimento delle rispettive categorie di prodotto. Ma non è sempre stato così.
Non a caso la vicenda Surface in casa Microsoft nasce commercialmente parlando nel 2012 con l’intento di dimostrare le potenzialità e la versatilità dell’allora Windows 8, un intento poi ribadito negli anni successivi con Windows 10.

Surface doveva essere e rappresentare un riferimento, un “reference design” per i molti partner Microsoft da anni impegnati a popolare il mondo Windows con dispositivi di ogni tipo ma che, evidentemente, avevano segnato un po’ il passo.
E in fondo così è stato in particolar modo a partire dal 2014 quando Microsoft annunciò Surface Pro 3 che, nella storia della gamma di prodotti di Redmond, è stata un po’ la chiave di volta a livello di percepito medio per la sua famiglia prodotti fino ad allora considerata non solo di ultranicchia ma esclusivamente ideata con l’obiettivo di ispirare partner e OEM, senza quindi un reale intento commerciale.

Ma qualcosa era cambiato, l’integrazione hardware software nel mondo Windows che solo Surface e più in generale un prodotto Microsoft poteva garantire rispetto alle centinaia di proposte concorrenti hanno cominciato a fare scuola, ad interessare più di un utente, spesso peraltro già appartenente al mondo Apple e proprio per questo attento e in grado di apprezzare tentativi analoghi in ambito Windows.

D’altronde il quesito dalla risposta scontata che da tempo costituisce la forza del prodotto “fatto in casa”, ossia perché orientarsi su un device partner quando posso avere quello originale, non ha avuto risposta se non da parte di Apple, storicamente il massimo esempio di azienda che punta al prodotto proprietario con massima integrazione hardware/software e che in fondo ha fatto la sua fortuna sia in ambito desktop che soprattutto in ambito mobile.

Ebbene sì, “diversi”, differenti rispetto a tutti gli altri e per questo, se vogliamo, migliori, questo è stato il concetto di Cupertino in tutti questi anni, e come dargli torto ?

E così forse anche in quel di Redmond, immersi in un mercato Windows pieno di proposte dei vari OEM di ogni tipo ma che forse non hanno mai scaldato il cuore, l’esigenza di essere loro, e solo loro, la “Apple” del mercato Windows ha iniziato a farsi strada, seppur in modo inizialmente nascosto, appena accennato per non infastidire troppo.

Rimane infatti sempre presente in Microsoft il conflitto tra chi vorrebbe lanciare e promuovere in ogni modo la propria famiglia di prodotti “fatta in casa” e chi è ben consapevole della necessità di non disturbare troppo gli storici partner di una vita che alimentano il mercato Windows e che, notoriamente, vedono come il fumo negli occhi una gamma Surface quasi naturalmente migliore dei prodotti concorrenti e per questo, forse, potenzialmente pericolosa nel lungo periodo.

Surface quindi rappresenta a ben vedere un omaggio, un riconoscimento del fatto che il prodotto proprietario che coniuga hardware e software in perfetto Apple Style inevitabilmente è migliore di una concorrenza che non può per forza di cose vantare gli stessi plus.
Un quesito ovvio, scontato nella sua banalità: chi meglio di Microsoft può creare i migliori dispositivi nel mondo Windows ?

Ecco perché oggi Surface non esaurisce il suo scopo esclusivamente come gamma prodotti di riferimento e di ispirazione per il mondo Windows ma ha davanti un futuro sempre più importante.
Non a caso le ultime proposte presentate quest’anno, un 2017 particolarmente ricco di novità per la famiglia di device Microsoft, vanno chiaramente in quella direzione nell’ottica di un sempre più marcato allargamento della gamma.

Insomma chi meglio di Microsoft stessa con la sua linea prodotti può concorrere con Apple nel mondo PC e Tablet ?

I partner sono avvertiti.

 
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