Meltdown e Spectre: anche le console afflitte dal bug CPU?

Meltdown e Spectre: anche le console afflitte dal bug CPU?

Vi abbiamo parlato nei giorni scorsi, su KeyforWeb, della recente scoperta da parte di un team di sicurezza di Google, Google Project Zero, di diverse possibilità di attacco sulla maggior parte delle CPU presenti in commercio, che siano esse Intel, AMD o ARM. Le due vulnerabilità più importanti sono state chiamate Meltdown (a cui sono soggetti maggiormente i processori Intel) e Spectre, la più spaventosa delle due.

Dopo che la notizia si è diffusa i creatori dei vari sistemi operativi erano già a lavoro su un fix mirato a correggere le vulnerabilità sfruttate da Meltdown: la notizia non ha però fatto contenti molti utenti e soprattutto giocatori. Un update per correggere la falla di sicurezza avrebbe sì garantito di sistemare questo bug ma, al tempo stesso, avrebbe ritoccato al ribasso (in alcuni casi anche in modo pesante) le prestazioni della CPU stessa.

Gli utenti console dovrebbero preoccuparsi? Per ora le aziende principali di questo settore, Sony, Microsoft e Nintendo, non si sono pronunciate per quanto riguarda il campo console. La preoccupazione principale proviene da Spectre: la vulnerabilità in questione infatti non potrebbe essere risolta con una patch software, come accade con Meltdown. Spectre richiederebbe una completa riprogettazione hardware che è sinonimo di impossibilità di correzione della falla sulle CPU già in commercio.

Aspettiamo ulteriori informazioni per quanto riguarda il campo console sperando di non dover essere costretti ad aggiornare il firmware del dispositivo incorrendo poi in perdite di prestazioni. Per i giocatori PC, l’update rilasciato da Microsoft per Windows (se non l’avete ancora effettuato, ve lo consigliamo caldamente) sembra aver risolto, per le piattaforme Intel, il problema di Meltdown. Le prestazioni caleranno ma non lo noterete: l’azienda di Redmond ha reso chiaro che chi sarà maggiormente impattato da questo calo di performance saranno coloro che usano il processore alla sua massima potenza per lunghi periodi di tempo (grandi aziende che effettuano virtualizzazione pesante, per esempio).

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