LinkedIn è un portale  di social networking ormai noto che si rivolge a professionisti, imprese e semplici utenti che si rivolgono al mondo dl lavoro. Acquistata da Microsoft per 26 miliardi di dollari, viene contestata ora dalle autorità garanti della Russia che lamentano una conservazione dati forzosa dei propri utenti. Secondo una legge approvata da Vladimir Putin nel 2014, di fatto, tutto ciò dovrebbe avvenire su server in Russia, e non all’estero.

I motivi addotti alla decisione di oscurare LinkedIn sono, quindi, di natura prettamente legale e logistica e verso cui, il presidente di mantiene alla larga. Tuttavia, secondo la critica locale si tratta di un vero e proprio attacco in piena regola condotto ai danni di una piattaforma che, fino ad oggi, ha seriamente dimostrato la propria professionalità. Il controllo, secondo molti, potrebbe essere esteso universalmente a tutto ciò che è la rete internet. La preoccupazione, quindi, è di un potenziale focolaio che porti alla totale censura online.

Il social network sarà bloccato da tutti i provider entro 24 ore. I 6 milioni di utenti russi iscritti regolarmente al sito di LinkedIn non potranno, perciò, contare sul servizio. Si ricordi, inoltre, che la piattaforma aveva precedentemente richiesto un incontro con i dirigenti russi che, a seguito di procedure burocratiche ha visto dilatarsi i tempi utili per l’incontro.

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