La notizia era trapelata ieri, Facebook vietato gli under 16, ed inevitabilmente è scoppiata subito una polemica sulla decisone presa dal garante della sicurezza e tutela dei minori. Quello che emerge però, è una sorpresa un po’ per tutti: perché, a sentire i diretti interessati, gli under 16, avere qualche “occhio” in più addosso non è affatto fastidioso, anzi, aiuta a stare tutti più tranquilli. Sono proprio gli adolescenti a dimostrarsi più saggi di quello che avremmo immaginato, in materia di social network e di privacy. Una dichiarazione di uno studente intervistato, recita:

«A mio parere, bisognerebbe vietare di iscriversi a Facebook, a meno che non si abbiano compiuti i sedici anni. Prima ci sono un sacco di cose da fare: imparare a suonare qualche strumento, le prime uscite da soli, insomma, la vita vera».

Una studentessa di Genova, Veronica N. , dichiara ai microfoni di una emittente locale:

«Io mi sono iscritta a Facebook quest’anno, chiedendo ovviamente il permesso ai miei genitori. Non potevo non farlo. Loro sono tutti online, mia sorella è online: è come avere delle spie del KGB. Non sfugge loro nulla di quello che scrivo. Non ho scampo…Credo sia giusto che ci sia un adulto a vigilare».

Avere mamma e papà un po’ impiccioni non sembra essere un problema quindi, anche per capire le bufale e venire  a conoscenza dei rischi che si corrono nei social network.

Facebook

Se questo discorso vale per Facebook in primis ma anche Instagram, amatissimo dai più giovani, non si può dire la stessa cosa di WhatsApp, il sistema di messaggeria istantanea che ha preso il posto dell’ormai caro vecchio sms. Laura, che di anni ne ha quattordici, dichiara senza nessuna remore:

«Ok per Facebook, ma guai a toccarci WhatsApp: ormai noi comunichiamo solo con quello. Su Facebook gira di tutto, è giusto che venga presa in considerazione l’ipotesi di qualche limitazione relativa all’età. Ma per i messaggini è diverso: basta non dare il proprio numero in giro, comunicarlo solo agli amici più stretti. Così si evitano risvolti spiacevoli»

Conclude l’intervista Susanna A, studentessa di 15 anni, che sorride ai microfoni e dichiara:

«Mai dare l’amicizia agli sconosciuti, mai approfondire tematiche delicate con chi non si conosce, mai esporsi troppo. Da un lato, è giusto proteggere i ragazzi. Perché, diciamolo, i malintenzionati sono anche online. Ma dall’altro si limiterebbe l’uso dei social network, perché ormai tutti comunichiamo con Facebook: chi non c’è è tagliato fuori. A me hanno iscritto mamma e papà: controllano tutto quello che pubblico, chi mi scrive, chi mi “tagga”. E su WhatsApp passano al setaccio anche i messaggini».

 

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