Finalmente terminato lo scontro a colpi di carte bollate tra le due società sulle licenze Android, una battaglia aperta dopo l’acquisizione di Nokia da parte del colosso di Redmond: i brevetti ritenuti violati da Android continuano a produrre incassi.

Samsung e Microsoft hanno finalmente raggiunto un accordo sulle licenze Android che dovrebbe porre fine  alla vicenda che le vedeva contrapposte da qualche mese per il mancato rispetto di un accordo di “cross-licensing” firmato dalle due parti nel 2011.

Questo contratto sostanzialmente permette a Microsoft di ottenere ricavi sulla distribuzione di device con sistema operativo Android in virtù di una serie di propri brevetti con cui rivendica per sé tecnologie che sono presenti nel sistema operativo di Google e proprio grazie a ciò, il colosso di Redmond è riuscita ad ottenere accordi di licensing con oltre il 70 per cento dei produttori di dispositivi utilizzanti il sistema operativo di Google tra cui HTC, ACER, VIEWSONIC e PEGATRON. L’ultimo, in ordine di tempo, risale a circa un anno fa ed è stato sottoscritto da DELL per potere continuare ad utilizzare tecnologie che Microsoft riteneva impiegate ( senza alcun permesso ) dall’azienda texana sui suoi dispositivi che utilizzano Chrome OS ed Android.

Invece Samsung, ha dapprima evitato battaglie legali firmando un accordo di cross-licensing nel 2011 salvo poi, in seguito alla nota acquisizione di Nokia da parte di Microsoft rimettere tutto in discussione in quanto la casa di Redmond riteneva che tale accordo non comprendeva Nokia, la quale era libera di potere utilizzare le royalty di Samsung e nulla avrebbe avuto a pretendere da questo, mentre la casa coreana avrebbe voluto l’estensione dei diritti di cross-licensing anche alle tecnologie legate alla casa finlandese.

Per cui Samsung avrebbe smesso di pagare quanto previsto a Microsoft ed in più si era rivolta ad un giudice per ottenere il termine della collaborazione commerciale e dell’accordo contrattuale adducendo, in base alle sezioni 9.7 e 9.8  il fatto che dopo l’acquisto di Nokia tale accordo avrebbe potuto causare problemi al mercato.

Microsoft, dal canto suo, aveva immediatamente trascinato Samsung in Tribunale per palese inadempienza contrattuale.

I termini dell’accordo rimangono come quasi sempre in questi casi riservati, ma le voci circolanti parlano di una somma vicina ai 6,9 milioni di dollari che Redmond contestava alla casa coreana.