roaming

Il sogno di veder azzerati i costi del Roaming  nell’Unione Europea sono stati rimandati alla fine del 2018.

Il Berec, ente che raccoglie le Authority UE delle telecomunicazioni, presieduto da Fatima Barros, ha ritenuto opportuno rinviare la decisione di azzerare i costi a fine 2018, giustificando la decisione di non creare ulteriori squilibri economici. Il taglio, secondo Barros, avrebbe prodotto aumenti da parte delle compagnie di telecomunicazioni che avrebbero cercato di reintegrare gli introiti derivanti dal Roaming, attraverso le tariffe nazionali, utilizzate anche da chi non viaggia. Giustificazione lodevole, l’ipotesi potrebbe essere veritiera ma crediamo comunque che, nel caso di aumenti, questi potevano essere comunque regolamentati.

Se da un lato questa potrebbe essere una brutta notizia, quella bella, consolatoria, è che a partire dal 30 Giugno del 2016 i costi di roaming saranno ridotti, introducendo anche dei pacchetti di minimi di chiamate, SMS e internet, che però avrebbero dei limiti molto bassi. Si vocifera che gli extra soglia entrerebbero in tariffa già dopo dopo 5 minuti di chiamate, 5 SMS e 5 MB di traffico dati, davvero poco visto che chi viaggia all’estero spesso deve comunicare con il proprio paese più di quanto non faccia quando si trova a casa.

Al momento mancano ancora più di un anno per l’abbassamento dei costi roaming e molto di più per il loro azzeramento, da qui a quelle date, gli scenari potrebbero essere anche impensabili. Certo è che questa decisione non va certamente a favore dei consumatori, ma tende essenzialmente a spalleggiare le compagnie di telecomunicazioni che continuano ad arricchirsi sempre di più

 

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