KeyforWeb presenta la rubrica del lunedì, un appuntamento settimanale per conoscere meglio il grande mondo della tecnologia. Questa settimana parliamo di: Guida Display, le differenze tra IPS , TFT e Amoled.

Buon inizio settimana a tutti i lettori di KeyforWeb, oggi abbiamo deciso di pubblicare una piccola rubrica a cadenza settimanale (per la precisione il lunedì) dove faremo degli approfondimenti su alcuni argomenti del vasto e appassionante mondo della tecnologia. Inizieremo parlando di uno degli elementi più importanti dei nostri device tecnologici ovvero il display. Più precisamente una guida display IPS , TFT e Amoled.

Iniziamo col dire che abbiamo elencato 3 tipi di display ma in realtà TFT e IPS sono uno l’evoluzione dell’altro (IPS del TFT). Amoled invece sono quei display (utilizzati in molti Nokia e Samsung) che hanno neri assoluti e colori molto vivaci ma non perfettamente reali.

Per valutare la qualità degli schermi, nel mondo della tecnologia moderna, bisogna concentrarsi sulla definizione, sul contrasto, sulla luminosità e sugli angoli di visuale. Un primo chiarimento a tal proposito è d’obbligo, andando a vedere la differenza tra risoluzione e definizione.

Risoluzione e Definizione

La risoluzione è il numero dei pixel orizzontali e verticali presenti in uno schermo e viene espressa in pixel per pollice (ppi). Molte risoluzioni possono essere (ne elenchiamo alcune delle più note) anche nominate tramite sigle come WVGA (800×480 pixel), qHD (960×540 pixel, equivale alla metà del FullHD), HD (1280×720 pixel, molto in uso negli smartphone moderni), FullHD (1920×1080) e FullHD+(1920×1200) spesso usate in device di fascia alta come Telefoni (FHD) e Tablet (FHD+) e per concludere la più alta delle risoluzioni ovvero il 2K o QHD (si noti la differenza tra qHD e QHD) utilizzata sempre in smartphone di fascia alta come LG G3 e Galaxy S6. Questa risoluzione è spesso criticata poichè spesso l’occhio umano non distingue la differenza in quanto il massimo numero di ppi visibile (a detta degli esperti) è di 300 ppi. Per quanto concerne i PC, oltre alle risoluzioni sopracitate abbiamo le due più diffuse ovvero HD+ (1366×768) e WXGA (1440×900 usato spesso nei PC con schermi più grandi).

La definizione è il numero di pixel che sono visualizzabili in uno schermo.

Gli schermi LCD si dividono in due categorie: IPS e TFT

TFT LCD è l’acronimo di Thin-Film-Transistor Liquid-Crystal-Display: il suo vantaggio principale è il costo di produzione relativamente basso e lo svantaggio principale è l’elevata quantità di energia consumata, i colori non molto vivaci e l’angolo di visuale. Attualmente il TFT è installato in pochi nuovi device e molto spesso sono di tipo molto economico.

OLED-vs-TFT-LCD

IPS è una tecnologia LCD sviluppata con lo scopo di migliorare l’angolo di visuale e buona riproduzione dei colori. Il consumo della batteria inoltre è ridotto rispetto al TFT.

Analizziamo ora i display con la tecnologia IPS LCD. L’acronimo contenuto in queste lettere è In-Plane-Switching e Liquid-Crystal-Display La tecnologia a cristalli liquidi è conosciuta ormai da molto tempo, ed è utilizzata sulla maggior parte dei device venduti , dai PC agli Smartphone passando per i Tablet. Questa tecnologia consente di riprodurre un dato colore quando esposti ad una fonte di luce ed è formato da un pannello di cristalli liquidi e una serie di luci bianche poste dietro ad esso (retroilluminazione).

Con l’evolversi della tecnologia sono stati studiati nuovi modi di posizionare i cristalli liquidi per far sì che reagendo alla retroilluminazione questi possano riprodurre una gamma di colori più ampia oltre ad una qualità dell’immagine migliore quando il pannello viene osservato da diverse inclinazioni.

Pregi:

  • Qualità del colore più bilanciata e fedele possibile
  • Calibrazione del colore molto precisa
  • Ridotto consumo della batteria indipendentemente dal colore (dal nero al bianco passando per ogni colore il consumo resta lo stesso)

Per quanto riguarda la definizione di Apple “Retina” si intende un display IPS che abbia almeno 300 ppi (e nel caso specifico, anche ottimi colori).

Difetti:

  • Incapacità di riprodurre un colore perfettamente nero (dato dal fatto che i cristalli liquidi necessitano di una retroilluminazione costante e tendono a rendere il colore nero molto più simile ad un grigio scuro)

Parliamo ora dell’altra tecnologia in gioco, ovvero gli AMOLED

La tecnologia AMOLED è entrata in larga diffusione prima degli IPS ed ha fatto molti passi in avanti rispetto all’IPS in quanto inizialmente i bianchi tendevano all’azzurro o al giallo e al sole la leggibilità era critica

Tuttavia, come detto, l’AMOLED negli ultimi tempi è riuscito a recuperare, ponendosi come concorrente degli LCD IPS grazie ad alcune qualità che questi ultimi non riescono ad ottenere. Partiamo col vedere come funzionano questi pannelli: diversamente dagli IPS, dove uno strato di cristalli liquidi viene illuminato da una serie di luci, i pannelli AMOLED sono composti da una serie di diodi luminosi che non necessitano di alcuna retroilluminazione.

Gli AMOLED, sono conosciuti e apprezzati per una profondità del colore maggiore rispetto alla tecnologia LCD. Infatti inizialmente i colori riprodotti erano troppo vivaci e sparati ma con il passare del tempo display dotati di questa tecnologia riescono a ottenere un giusto bilanciamento tra vivacità e realismo del colore. Anche dal punto di vista dell’angolo di visione abbiamo ottimi risultati, molto migliori della controparte.

TFT-vs-AMOLED

La caratteristica principale di questi schermi è la loro capacità di poter assicurare il “nero assoluto” che rappresenta un difetto di pannelli LCD IPS. Infatti grazie allo spegnimento dei diodi sulla porzione di schermo che deve riprodurre il nero, si avrà l’assenza dell’illuminazione e un colore perfetto dato appunto dallo spegnimento di alcune porzioni dello stesso.

Ovviamente ci sono lati negativi in quanto i diodi che compongono il pannello AMOLED, diversamente dagli LCD, consumano una quantità variabile di batteria in base al colore da riprodurre. Questo è sicuramente un vantaggio se nel corso della giornata il colore visualizzato principalmente è il nero, colore che permette a gran parte dei LED di restare spenti, ma è anche uno svantaggio quando si riproduce il bianco che richiede un grande sforzo energetico sugli AMOLED e che in alcuni esemplari (vedi Galaxy S3) viene riprodotto in maniera tendente all’azzzurro.

Pregi:

  • Angoli di visuale
  • Neri assoluti
  • Leggibilità al sole ad esempio in telefoni come Lumia 925 e 1020 che utilizzano la tecnologia ClearBlack che garantisce ottima luminosità (600 nits) e leggibilità al sole pefetta.

Difetti:

  • Consumo energetico dipendente dal colore riprodotto
  • Tono di bianco (in display di qualità peggiore, non in tutti)

Con questa tecnologia infatti, è possibile raggiungere grandi risultati ma tutto dipende dalla qualità del pannello adottato.

Esiste quindi un pannello migliore dell’altro? No, tutto dipende dai vostri gusti nei colori e dalle vostre esigenze. Comunque entrambi i display  se ben realizzati, possono ampiamente competere l’uno contro l’altro. Concludiamo dicendo che per quanto riguarda la produzione di schermi tondi (per smartwatch) o curvi (vedi LG G Flex 2) la tecnologia AMOLED è quella utilizzata.

Rubrica ideata e redatta da Nicola Miriano – articolista e recensore per KeyforWeb.