Google diventa Alphabet

Il famoso motto “Don’t Be Evil” ha avuto una storia tumultuosa all’interno della compagnia.

Alphabet, che lo scorso venerdì è subentrata come nuova holding di Google e da questa mattina è ufficialmente in borsa con le sigle originali GOOG e GOOGL, ha deciso di abbandonare lo storico mantra dell’azienda di Mountain View “Don’t Be Evil” dalla propria linea di condotta per fare posto a un più esplicito “Do The Right Thing”, ovvero “Fa’ la cosa giusta“.

I dipendenti di Alphabet e delle sue sussidiarie e affiliate controllate dovrebbero fare la cosa giusta – seguire la legge, agire correttamente, e riservarsi rispetto reciproco”, recita il nuovo codice, che abbandona palesemente il precedente motto.

Google, che ha inserito la frase ”Don’t Be Evil” nel proprio codice di condotta subito dopo essere stata fondata, usava il motto come manifesto dell’indipendenza della compagnia. I fondatori Larry Page e Sergey Brin hanno anche incorporato lo slogan – che da quel momento era stato inserito nel complesso algoritmo di Google per decidere quali risultati di una ricerca fossero da considerare “rilevanti” per un utente – in una lettera scritta alla vigilia della loro offerta pubblica iniziale del 2004:

Gli utenti di Google hanno fiducia nella capacità dei nostri sistemi di aiutarli nelle decisioni importanti: di natura medica, finanziaria e molte altre”, recitava la lettera. “I nostri risultati di ricerca sono i migliori che siamo in grado di produrre. Essi sono imparziali e oggettivi, e noi non accettiamo pagamenti per generarli, o per inserirli, o perché si aggiornino con più frequenza… Noi crediamo che sia importante che ogni individuo abbia accesso alle informazioni e alle ricerche migliori, non solo alle informazioni che vengono finanziate perché le si veda”.

Alcuni osservano che il cambiamento potrebbe essere un modo con cui l’attuale azienda intende differenziarsi dalla precedente società ed intraprendere un percorso completamente nuovo. Del resto la frase “Don’t Be Evil” era stata criticata poiché ambigua e potenzialmente ipocrita, e il nuovo codice di condotta di Alphabet potrebbe cercare – ora che si presenta in modo meno equivoco – di attrarre nuovi investimenti che vadano oltre le sue principali attività di ricerca online e di annunci pubblicitari, almeno secondo l’opinione di CNET.

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