Allo smartphone  è stato dato il nome di Handy,  rendendo l’oggetto tecnologico ancor più familiare. Solo lo scorso anno, sono stati investiti ben 125 milioni per la Tink Labs da investitori che hanno deciso di appoggiare la sua entrata nel mercato internazionale. Il portale americano  TechCrunch (che si occupa di progetti tecnologici ed imprese che sfruttano le nuove tecnologie per emergere), informa che tra i finanziatori ci sono il colosso taiwanese dell’elettronica Foxconn, il fondo di investimenti Sinovation Ventures e Cai Wensheng, investitore e presidente di Meitu, app cinese del fotoritocco.

Come illustrato da Kwok riguardo i loro obbiettivi «Inizialmente la nostra idea era quella di noleggiare degli smartphone all’interno degli aeroporti», aggiungendo «ci siamo però resi conto in fretta che non si trattava di un business scalabile: quando atterranno le persone vogliono arrivare in albergo il prima possibile».

Da qui l’innovativa idea di far trovare in hotel uno smartphone, andando ben oltre i consueti fiori o cioccolatini, il device consente agli utenti  di trovare mappe della città , informazioni per prenotare ristoranti, posti a teatro e visite ai musei. Inoltre  sono installate anche le app dei principali social newtork.  Per  quanto  questo sia  stato un costo in più per gli hotel, “il ritorno” in termini di valutazione  degli alberghi su  TripAdvisor, del prima e dopo l’introduzione di Handy,  è stato di un’ incremento di 0,31 punti.

Ultimo e non meno importante  a garanzia della privacy  è che al check out dalla memoria degli smartphone vengono cancellati password dei social network e cronologie dei browser. Una chicca a comprensione di ciò che il cliente  più gradisce durante il soggiorno – i dati restano  in forma anonima all’hotel – così da  analizzare comportamenti e richieste dei propri ospiti e modulare i propri servizi sulla base di questi dati.

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