iSharkFin

Dalla Fao arriva iSharkFin, uno speciale software in grado di identificare la specie di appartenenza di uno squalo, salvandolo così dalla possibile morte.

Nell’immaginario collettivo, gli squali sono visti come feroci assassini che avvicinandosi pericolosamente alle spiagge ed imbarcazioni possono uccidere l’uomo in pochi secondi, ma nonostante la ferocia di questi animali, la realtà è che l’uomo è ben più pericolo per gli squali del contrario.

Come riportato da un recente studio condotto dalla Fao infatti, gli squali uccisi dall’uomo potrebbero essere ben 73 milioni l’anno, con un pericoloso più 6% rispetto allo stock totale annuo e tra questi, purtroppo è possibile trovare anche esemplari appartenenti a specie protette, uccisi quindi per errore dall’uomo.

iSharkFin in difesa degli squali

Proprio per tutelare queste specie protette di squali, la Fao in collaborazione con l’Università di Vigo, in Spagna, ha realizzato dopo due anni di studi e sviluppo, iSharkFin, uno speciale software in grado di identificare l’appartenenza di un esemplare ad una di queste specie, salvandogli quindi la vita. Il software verrà utilizzato dagli addetti alla dogana, ispettori portuali, dai mercati ittici e soprattutto dai pescatori che, non avendo in molti casi una formazione specifica nel riconoscimento e nella classificazione scientifica della specie, potrebbero erroneamente catturare od uccidere animali appartenenti alle specie protette.

Come funziona iSharkFin

iSharkFin consente di caricare una fotografia, scegliere alcuni punti chiave indicati dallo stesso software e relativi alla forma della pinna ed altri dettagli, dando modo all’algoritmo interno di identificare in circa 5 minuti la specie dello squalo in questione, attraverso l’analisi e riscontro con un database interno che attualmente è in grado di riconoscere circa 35 specie di squali, alle quali presto saranno aggiunte diverse altre specie.

In arrivo l’app iSharkFin

La Fao ha già annunciato di essere al lavoro per la realizzazione di un app, utilizzabile su tablet e smartphone Apple ed Android, che consentirà l’identificazione delle specie protette anche in mobilità e che sicuramente potrebbe rivelarsi decisamente più pratica soprattutto per i pescatori.

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