iPhone 8
iPhone 8

I nuovi smartphone Apple hanno potenza da vendere. Merito del processore proprietario Apple A11 Bionic, incastonato su iPhone 8, iPhone 8 Plus e iPhone X e capace, numeri alla mano, di metter dietro tutti i dispositivi Android corroborati dalla controparte Snapdragon 835 di Qualcomm ed Exynos 8895, nel caso degli ultimi terminali top di gamma smerciati da Samsung in America.

Il keynote di Apple di mercoledì scorso ha portato novità importanti sul fronte della scheda tecnica, dal momento che tutti i nuovi iPhone guadagnano un processore a sei core composto da 4.3 miliardi di transistor. Il produttore di Cupertino afferma che l’ultimo SoC è il 30% più potente del predecessore Apple A10 Fusion (la scheda grafica vanta invece un buon margine del 30% in più rispetto a quella incastonata sul chipset di vecchia generazione), dichiarazioni quest’ultime che si riverberano anche su AnTuTu, là dove l’ultimo iPhone 8 (già disponibile in pre-ordine) è stato capace di spazzar via la concorrenza più ambita e agguerrita.

I numeri, nudi e crudi, sono impressionanti: iPhone 8 vanta 20.000 punti di distacco da quel che fino a pochi giorni fa era considerato lo smartphone più potente (OnePlus 5) e, più in generale, i 201.000 punti guadagnati sull’unghia fruttano un sorpasso su praticamente tutti gli smartphone Android top di gamma attualmente in circolazione. Certo, i benchmark lasciano il tempo che trovano, dal momento che il vero punto di riferimento per valutare le potenzialità di un dato prodotto restano quelle dell’esperienza d’uso quotidiana, là dove l’ottimizzazione e l’integrazione tra hardware e software fa la differenza. Tuttavia, il risultato guadagnato da iPhone 8 è comunque un antipasto importante, pronto a confermare le buone referenze in termini di potenza.

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