Samsung Galaxy Note 7

Il turbinio che ha coinvolto Galaxy Note 7 aggrava ulteriormente la posizione di Samsung. Danno di immagine, innanzitutto, ma anche rilevanti perdite che, giocoforza, andranno ad impattare in modo negativo su uno scenario finanziario tutto sommato abbastanza fruttuoso. Almeno inizialmente e specie se facciamo riferimento all’altra faccia del movimentato 2016, là dove Galaxy S7 e S7 Edge facevano da traino e superavamo mestamente la diretta concorrenza.

Le premesse verso l’ennesimo successo erano insomma mature e concrete, eppure l’imponderabile è sempre dietro l’angolo. E così, la vicenda esplosioni che ha visto protagonista Galaxy Note 7 ha provocato un’impennata degli oneri (5.3 miliardi di dollari, nello specifico). Uno scenario e, soprattutto, numeri che assumeranno certamente connotati più consistenti, come confermato dalla stessa società di Seoul, che ha abbozzato in queste ultime ore previsioni abbastanza pessimistiche: la contrazione sugli utili stimata da Samsung è di oltre 3 miliardi di dollari nell’arco temporale compreso ai prossimi due trimestri. Sperando che l’emorragia finanziaria possa trovar presto il suo blocco definitivo, magari grazie all’apporto del già attesissimo Galaxy S8, in debutto durante il prossimo Mobile World Congress 2017 di Barcellona (febbraio 2017).

Nonostante le negatività, Samsung si attende un profitto operativo di 5.200 miliardi di won nel terzo trimestre dell’anno in corso. C’è, di contro, chi prospetta scenari ancor più allarmanti e le stime abbozzate dagli analisti confermano come il conto da pagare per Samsung sarà più sostanzioso del previsto. Il 27 ottobre è ad ogni modo attesa la pubblicazione dei dati di bilancio ufficiali e della correlata assemblea degli azionisti, indi per cui basterà attender ancora qualche giorno prima di capire nel dettaglio l’impatto sui conti del colosso di Seoul provocato dalla spinosa questione Galaxy Note 7. Per l’immediato, Samsung vuol frattanto spinger il più possibile sugli attuali Galaxy S7 e S7 Edge, annunciando una intensificazione della produzione in previsione del sempre più vicino periodo natalizio.

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